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IL BRASILE A ROMA: L’ARTISTA LAURO MULLER ALLO SPAZIO OFFICINA

IL BRASILE A ROMA: L’ARTISTA LAURO MULLER ALLO SPAZIO OFFICINA

Ass. Culturale ART EXPERIENCE presenta ".il colore che crea lo spazio". Spazio officina, martedì 20 maggio, Roma, via della Lega lombarda 48. Ore 18.00-22.00.

Martedì 20 maggio dalle 18.00 alle 22.00, presso i suggestivi spazi dello SPAZIO OFFICINA, un'ex fabbrica di prodotti edili stradali degli anni '50, oggi spazio utilizzato per promuovere idee, eventi legati alla musica, verrà inaugurata la mostra di ".il colore che crea lo spazio".
Trenta opere di pittura astratta, pittura acrilica su tela tagliata per conoscere l'opera del maestro brasiliano nato a New York nel 1946. Dal 1965 al 1969 frequenta l'"Accademia Julian" di Parigi e "The Ruskin School of Drawing and Fine Arts" di Oxford, dove studia disegno, pittura e cinema. Nel 1968 studia cinema al "Contemporary Film Makers Studia" di Londra. Dal 1970 al 1972 studia pittura cinese a Taipei nella Cina nazionalista e nel 1972 torna in Brasile,suo paese di origine. Dal 1996 al 1999 ha vissuto a New York e oggi vive a Rio de Janeiro.
Numerose le sue mostre personali e collettive, da New York al Brasile. Il primo contatto con l'Italia è stato nel 1995, a Milano, Viareggio durante il Festival Latino Americano.
Del proprio lavoro Müller dice: "Come pittore astratto, ho sempre usato gli stessi materiali. Colori su tela. Sempre combattendo per trovare nuove forme per i miei colori. Ho iniziato (nella metà degli anni settanta) a tagliare la tela pitturata, a creare "collages". Ho insistito nel non usare altri tipi di materiali (carta, tessuto, legno, oggetti trovati ecc). I pezzi di tela colorata si convertono in colpi di pennello, a cornice. Anche se stanno infrangendo confini sono ancora pitture astratte. Colore su tela."
Di lui Fernando Cocchiarale, Curatore del Museo di Arte Moderna MAM, di Rio de Janeiro scrive:" Per Lauro Müller la pittura è essenzialmente colore. L'esperienza e la riflessione suscitata dal lavoro di Oiticica lo hanno portato ad una conclusione:se il colore era l'unico elemento permanente della pittura, poteva esistere senza il quadro, cioè fuori da esso. Per conservarlo,lui ha rotto con un tipo di spazio, quello della bidimensionalità, ed è passato a strutturarlo nel suo stesso spazio reale."
E come scrive alla prefazione del catalogo della mostra il Prof. Carlo Gasperoni:"Oggetti sferoidali portano messaggi come ciotoli millenari dei fiumi,rendendo felicemente levigato lo scorrere della vita". Ed ancora ".dalla proposta di libertà che scaturisce pervadente delle cascate mozzafiato e dagli onirici percorsi forestali delle sue liane colorate, magistralmente istallati nelle gallerie newyorkesi e brasiliane, piuttosto che al Museo di Arte Moderna di Rio de Janeiro."

La mostra rimarrà allestita fino al 20 giugno
www.spazioofficina.com

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