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CANNES 61_LA GIORNATA DELL’AMORE E DEL “NON” AMORE…

Andreotti "il divo" fa già parlare di se... Nell'attesa i film di Allen, di Desplechin e del turco Ceylan

CANNES 61_LA GIORNATA DELL’AMORE E DEL “NON” AMORE…

Terzo giorno qui dalla Croisette e già iniziano le polemiche e aumentano i candidati alla Palma d'oro... Per quanto riguarda la polemiche come al solito siamo noi italiani ad essere i primi a lanciarle... Il divo, non ancora proiettato qui a Cannes, fa lanciare strali di "fulminazione" per il povero (per modo di dire) Sorrentino da parte del "molto" onorevole Giulio Andreotti che non ha preso molto bene questa sorta di biopic, che secondo lui ne da una versione poco corretta... Ma ne riparleremo più avanti... Invece per i possibili vincitori ci sembra che ad ogni film che passa di parla subito di "possibile" trionfatore. Detto che per ora la qualità è molto alta,,, lasciamo lavorare in pace i giurati che avranno il loro bell'impegno a giudicare il migliore del lotto...
Certo che Valse avec Bachir, personalmente ci ha colpiti molto... e speriamo che possa avere un riconoscimento... basta che non gli diano la medaglia di cartone...

Allen o non Allen
Il regista americano più amato in Europa e più "sconosciuto" negli States, a parte la sua New York, dopo la trilogia londinese si imbarca in questa pellicola girata a Barcellona: Vicky Cristina Barcelona. Diciamo subito che la città ne esce con poco vigore e con molta "qualità" da cartolina... Di certo Woody Allen non è regista attento ai luoghi, però, ad esempio con Londra, era riuscito a cogliere una bella, e diversa, anima della città.
Qui abbiamo una Barcellona algida, fredda, con l'immancabile Gaudì (lo amiamo ma non lo sopportiamo più cinematograficamente) a far da sfondo a le vicende che il non irreprensibile Allen questa volta mette in scena in modo frettoloso e sin troppo macchiettistico e di clichè... Una storia che ne promette delle belle, che inizia come un film a luci rosse per poi diventare sempre un più romanzo libertino ottocentesco dove si lascia immaginare ma non si fa vedere nulla. Non perché pensassimo che improvvisamente avesse virato verso l'hard, ma un minimo di coerenza a volta ci vuole. Quindi tra sesso sfrenato, sesso a tre, sesso lesbico, etc... tutto rimane ovattato e compresso e non riescono i pur bravi attori (parata di stelle... Scarlett, Cruz, Bardem...) a dare un senso compiuto al film che è "stanco" e stanca...

Je suis Catherine Deneuve... non plus!
Una matura, ma sempre affascinante Catherine Deneuve è la protagonista di uno dei due film in concorso della giornata di ieri: Un conte de Noël, di Arnaud Desplechin, dove interpreta una donna, Junon, follemente innamorata del marito, e che ha un rapporto conflittuale e non "lineare" e normale con i figli.... In particolare con Henry al quale esprime in modo diretto il suo poco amore: "Non ti ho mai amato. Ti detesto da quando sei nato." Una chiarezza che lascia poco spazio all'immaginazione. Un "non amore" naturalmente ricambiato dal figlio Henry, come dagli altri e dai generi e dalle nuore... una di queste è la figlia Chiara Mastroianni. Una piccola parabola su come l'amore, un amore intenso ed esclusivo tra una coppia possa incidere in modo negativo sui figli della stessa, ad odiare il parto del loro amore. Un amore, quindi, parziale, che vede una coppia rinchiusa in un mondo di fiaba e di integralismo...
Non ci ha entusiasmato, né come storia, troppo poco bizzosa, e né come regia, lenta ed ordinaria. Un film non certo da tramandare ai posteri. L'unica cosa salvabile è sempre e solo la straordinaria Deneuve...

Io non vedo... Io non sento... Io non parlo...
Sono le identificazioni caratteriali dei protagonisti de Le tre scimmie del regista turco Nuri Bilge Ceylan (per la terza volta qui in terra di Francia). Un uomo che volutamente ha preso il posto di un altro in carcere, la moglie, che ha avuto una relazione con lo stesso uomo del quale il marito ha preso il posto in prigione, e il figlio adolescente della coppia, che ha avuto il torto di mettersi in mezzo agli affari dei suoi genitori, e che ora si sente in colpa... Insomma la disgregazione totale della famiglia sotto i sensi di colpa... la fine dell'amore, e di come l'amore possa incidere in modo così possente alla disgregazione di un nucleo familiare apparentemente compatto... ripetiamo apparentemente...
Una visione dura che il bravo Ceylan da più per immagini che con parole (giustamente secondo noi, questo è "il cinema"), raccontando questa storia in tutta la crudezza e la sua durezza, ma senza enfasi, anzi andando per sottrazione caricando, quindi, le immagini di una potenza espressiva ancora maggiore... che fanno assurgere il film a piccolo capolavoro... Un film che certamente meriterebbe qualche riconoscimento... azzo... anche noi ci stiamo facendo prendere dal treno ad alta velocità (siamo nella terra del TGV) di voler assegnare premi e premiucci...
Per concludere torniamo ai fatti di "casa nostra"...

Il SUPER Divo...
Si è lui, Giulio Andreotti che per oltre 50 è stato protagonista della nostra politica (ma anche ora non ne è fuori, ricordate gente) che il bravo Sorrentino ha "omaggiato" con la sua ultima fatica: Il divo... un film che vuole raccontare tutta la storia del sette volte premier italiano.
Un film, che a sentire le voci di corridoio, e il giornalista di Repubblica che ha avuto la fortuna di assistere al film insieme ad Andreotti, non è piaciuto affatto al  "divino Giulio", e sempre secondo le suddette voci abbia esclamato "è una mascalzonata, è cattiva, è maligna"!
Ora noi non possiamo dire nulla in quanto non eravamo presenti a tale proiezione, ma siamo certi di una cosa: ciò che Sorrentino ha raccontato non è lontanamente paragonabile al vero Giulio Andreotti, vero "Mazzarino" della I Repubblica Italiana...
Un nome una garanzia...
Buona giornata a voi... sperando che la nostra sia migliore!

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