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BEARS ON FILM: UN NORMALE VIAGGIO NELLA DIVERSITÀ
Bears on film. C'è spazio anche per questa piccola sezione collaterale al TEKfestival. Chi pensasse che la sezione tratti di film in cui i protagonisti siano teneri orsacchiotti o fieri Grizzly (lo diciamo perché chi vi scrive ha fatto lo stesso errore) si mettesse il cuore in pace: gli orsi non sono che grossi, irsuti e barbuti uomini omosessuali (ed effettivamente, a vedere il 90% degli spettatori presenti, il dubbio ci era venuto), protagonisti di film ironici e misteriosi, romantici e drammatici. La sezione propone quattro film: tre cortometraggi e un lungometraggio.
A Bear, Where?/Un orso, dove?
Regia: Jeremy Stuart
Nazione e anno: Australia, 2007
Durata: 3'
Genere: animazione
Videoclip d'animazione. Attraverso una tecnica mista di collage e digitale il regista australiano costruisce un cortometraggio gradevole visivamente, ma che non si distanzia di molto dallo sperimentalismo videoclip degli ultimi anni. Orecchiabile la canzone.
Bearly Haunted
Regia: Jonathan Robinson
Nazione e anno: Gran Bretagna, 2007
Durata: 8'
Genere: parodia
Parodia in versione "orso" di Most Haunted, un celebre programma esoterico inglese (ma quasi sconosciuto in Italia, anche se, ricordiamo qualcosa di simile su Italia 1, qualche anno fa) dove la conduttrice, accompagnata da esimi professori e sensitivi, va a caccia di fantasmi in giro per l'Inghilterra. Anche se l'ironia è autoreferenziale, il risultato è gradevole e divertente. Non conosciamo bene il programma, ma la regia utilizzata che ne estremizza clichè e stili fa arrivare lo stesso il senso dell'operazione: in fondo non sembra che il programma si discosti da altri simili in Italia. Ennesima dimostrazione di come il mondo omosessuale sappia prendersi in giro molto meglio di quanto non faccia il mondo eterosessuale, perlopiù snob e altezzoso.
Mommy's House/ La casa di Mamma
Regia: Aron Kantor
Nazione e anno: USA, 2007
Durata: 19'
Genere: Horror
Interessante e deliziosa summa del genere: si va avanti per citazioni (da Shining a Psycho per finire al Rocky Horror Picture Show) ma sono sempre ben dosate e mai fastidiosamente virtuosistiche e piacione. Trama classica: due rapinatori e amanti fanno un incidente durante la fuga; si rifuggono allora nell'unica casa nei paraggi per chiedere un telefono. Verranno accolti da una eccentrica signora che riconosce in uno dei due suo figlio. Nonostante i difetti evidenti e una trama che forse avrebbe avuto bisogno di più tempo per svilupparsi senza intoppi, il corto è divertente e ha il merito di sintetizzare in poco meno di 20' un secolo di genere horror, senza farsi mancare niente. Gustosissima la citazione finale del Rocky Horror Picture Show: l'inquadratura a piombo si allarga, mostrando il palazzo distrutto.
Dancing
Regia: P.M.Bernard, X. Brillat, P. Trividic
Nazione e anno: Francia, 2004
Durata: 90'
Genere: drammatico
Evidente derivazione francese del cinema di David Lynch, Dancing (nella foto) recupera molti temi interessanti (lo sdoppiamento, l'incontrarsi degli universi paralleli) racchiudendoli in una atmosfera misteriosa che non esaurisce mai la sua carica enigmatica in un affresco visivo spesso affascinante che dimostra una grande padronanza di regia, montaggio, fotografia e suono, raccogliendo la lezione lynchana senza snobismi o velleità autoriali autoreferenziali. Sensualità e sessualità si intrecciano così con inquietanti figure, inserti ipomediali delle webcam, incessanti proclami radiofonici e televisivi sull'immigrazione clandestina, silenzi e suoni inquietanti e un pizzico di (auto)ironia. Nonostante i meriti però la pellicola risente di una eccessiva lentezza, nonostante i soli 90' di pellicola. Ma vedere pellicole europee di questo genere è sempre più difficile: un piccolo gioiello pieno di spunti interessanti che meriterebbe più di una fugace apparizione ad un festival. Per fortuna la rete viene in nostro aiuto: Tichofilm mette a disposizione in streaming diversi titoli invisibili sul suolo italiano (tra cui proprio Dancing) , tutti sottotitolati e con un ottima risoluzione. Una volta registrati il servizio è a pagamento (si acquistano dei crediti spendibili in visione di film).


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