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NOTTE BRAVA A LAS VEGAS

di Tom Vaughan

Sceneggiatura: Dana Fox
Fotografia: Matthew Legnetti, ASC
Montaggio: Matthew Friedman
Musiche: Christophe Beck
Scenografia: Stuart Wurtzel
Costumi: Reneé Ehrlich Kalfus
Interpreti: Cameron Diaz, Ashton Kutcher, Rob Corddry, Lake Bell, Treat Williams, Dennis Miller
Produzione: Mosaic Media Group, Penn Station Entertainment, Regency Enterprises
Distribuzione: 20th century Fox
Nazionalità ed anno: USA, 2008
Durata: 99'
Data di uscita: 9 maggio 2008
Titolo originale: What happens in Vegas...
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NOTTE BRAVA A LAS VEGAS
mezzo

Come una Coca Cola, ma senza bollicine. Appiccicoso, potenzialmente causa di carie ma privo di frizzante vitalità: Vegas secondo Vaughan è su pellicola una grossolana sequela di cliché amalgamati a biancheria sporca nascosta tra le lenzuola, pentole uso pitali e popcorn pescati letteralmente dalle mutande. Da buongustai, proprio. La terra di nessuno tra commedia romantica e trivialità alla Wayans conferma come suoi fieri cittadini Ashton Kutcher e Cameron Diaz, divorziandi all'acqua di rose.
I protagonisti della poco originale love story, Jack e Joy, tanto per cambiare non hanno apparentemente nulla in comune. L'uno è riuscito a farsi licenziare persino dal padre, a causa di una profonda e invincibile immaturità; l'altra è una rigida broker di Manhattan, schiava delle responsabilità che le fioccano addosso da più parti. Il primo è un belloccio party-boy con pochi pensieri e nessuna preoccupazione, la seconda è invece promessa sposa di un tipo che la lascerà brutalmente davanti all'intera cerchia di amici. Terreno di incontro/scontro tra i due reietti col cuore in frantumi (dobbiamo immaginarcelo noi, questo dolore intrinseco, perché non è che lo script trasudi introspezione psicologica) è la Città del Peccato, Sin City, ovvero la sfavillante Las Vegas, più pacchiana che mai. A Vegas, si sa, una cosa tira l'altra: ed è questione di un attimo ritrovarsi, il mattino dopo, con l'anulare appesantito da una bella (?) fede incisa a dadi da gioco. Il divorzio appare immediatamente l'amichevole soluzione perfetta, ma la vincita congiunta di tre miliardi di dollari riscalderà gli animi allontanando la separazione...
Fin qui, basta il trailer. E in effetti, spiace dirlo, le gag migliori sono già tutte lì. Purtroppo lo spunto, lo svolgimento e il prevedibilissimo esito della vicenda sono, come spesso accade, racchiusi interamente nel teaser che gira da tempo sui media principali: ciò che offre in più l'ora e quaranta di lungometraggio si riassume nell'apparizione più consistente dei due supporter immancabili - migliore amica di lei e migliore amico di lui - che rischiano a tratti di mostrarsi più brillanti dei bellissimi re della locandina. Si tratta di Lake Bell, volto principalmente televisivo ma non privo di verve, e Rob Corddry, nato in Comedy Central e valida spalla di Ben Stiller o Adam Sandler (ma recuperate The Ten...). Queen Latifah invece passa per psicoterapeuta di coppia e si accontenta. E si accontentano anche regista e sceneggiatrice, del resto, l'uno vittima di tanta tv e l'altra responsabile tra le altre cose dello screenplay di Una amore in prestito. Produce infine il regista di Oggi sposi, niente sesso. Scritto nelle stelle, insomma, il sapore del film. Lo slogan italiano con cui poi si mira a sfondare è "Una scommessa per la vita": detta così, ricorda il Telethon sulla Rai. Ma è evidente che l'unica scommessa, qui, è sul restare assieme per soldi, che nella vita non fanno la felicità, ma aiutano parecchio. Aspettiamoci una nuova commedia sull'altrettanto controverso tema "Non esistono più le mezze stagioni": prima o poi verremo sicuramente accontentati.

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