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EDITORIALE MAGGIO 2008
Cannes, Marvel e il cinema italiano...
E ci stiamo avviando verso la fine della stagione cinematografica, anche se sembra prometterne delle belle... Come ad esempio l'uscita il primo maggio scorso, in anteprima mondiale assoluta (anche se di un solo giorno), del blockbuster targato Marvel Iron Man... Un'uscita che conferma come l'Italia sia uno dei paesi guida per la distribuzione del film americani e della nostra sudditanza verso la Majors targate a stelleestrisce. Iron Man non sarà un capolavoro ma certamente un film di grande impatto, capace di soddisfare i palati meno esigenti e lasciare a bocca asciutta i fan marvelliani... Non che ce ne siano tanti di fan "dell'uomo d'acciaio", perché il personaggio non ha attecchito più di tanto tra gli accaniti lettori delle graphic novel, nonostante sia stato uno dei primi eroi del mondo Marvel. Solo nell'ultimo anno, con la saga "L'iniziativa" che ha sconvolto l'intero mondo supereroistico della "casa delle idee" Iron Man, ovvero il multimiliardario Tony Stark, ha conquistato un certo peso, ed anche una certa antipatia, nel mondo marvelliano.
A parte il mega blockbuster questo mese lancia parecchi film di "minore" interesse per il box office, ma, forse, di maggiore interesse per i cinephile. Da aprile, infatti è iniziata la distribuzione di quei film considerati poco appetibili per gli incassi ma di (quasi) certa qualità... Qualità che si dovrebbe trovare nell'imminente edizione del Festival di Cannes, dal 14 al 25 maggio...
Sulla Croisette, quest'anno, vedremo sfilare film di ogni tipo, come di consueto, ma, a differenza degli anni scorsi, ci sarà una nutrita schiera di film italiani che potrebbero rinnovare i fasti del passato ed ambire a qualche premio prestigioso.
Gomorra, l'ultimo film di Matteo Garrone e Il divo di Paolo Sorrentino, entrambi in Concorso... mentre nelle varie sezioni collaterali Francesco Munzi, con Il resto della notte, nella "quinzaine", e soprattutto Sanguepazzo di Marco Tullio Giordana, acclamato sempre qui a Cannes, qualche anno fa, con La meglio gioventù... Quindi giovani e meno, che però sono portatori del "nuovo verbo cinematografico italiano"...
Non possiamo che augurarcelo per il bene del nostro sin troppo contestato cinema, che sta vivendo l'ennesimo momento di difficoltà attraverso anche il cambio di rotta politica del nostro paese. Una nuova rotta che ha già visto il nuovo sindaco della capitale mettere in dubbio La Festa del Cinema di Roma, meditando di dare più spazio al cinema italiano e addirittura abbinarlo ai prestigiosi David di Donatello.
Non possiamo non esprimere il nostro dissenso verso la fusione di due cose così differenti. Se una è una "Festa" e l'altro un "Premio" non vediamo come le cose si possano conciliare. È come se miscelassimo il fuoco con l'acqua, con il risultato di ottenere un bel nulla totale...
E poi anche l'idea di dare più spazio al cinema italiano non ci sembra una grande idea, anche perché già nelle due edizioni ciò è stato fatto. Accanto a film di grande clamore è stato fornito ampio spazio alle produzioni nostrane di ogni tipo: da lungometraggi a cortometraggi, sino a documentari. Quindi non capiamo il perché di questa affermazione. Forse si deve ribadire un certo "nazionalismo" ed esasperarlo?
Chissà, ma ci sembra un affermazione errata di persone che evidentemente non hanno ne partecipato e ne preso visione dei programmi degli anni scorsi. Quindi disinformazione totale.
Se poi si vuole trasformare la "Festa del Cinema" nella "Sagra del Cinema Italiano" questo è un altro problema ancora.... Che ci può trovare consenzienti o meno, anche se non ci pare una buona idea ghettizzare il nostro cinema ancor di più dopo gli sforzi compiuti per renderlo sempre più internazionale ed "appetibile"...
Certamente stiamo vivendo l'ennesimo momento di transizione, e siamo curiosi di vedere cosa "avverrà" del nostro cinema e se cambieranno le leggi di sovvenzione e di promozione, come sembra da voci eminenti sulla questione.
Di fatto non possiamo che augurarci che si possa sempre più sostenere il nostro cinema, con criteri di scelta oculati e mirati a premiare le sceneggiature migliori ed evitare ogni forma di pregiudizio. E poi sarebbe interessante dare maggiore spazio ai giovani che si stanno affacciando nel panorama italiano, nel tentativo e necessità di svecchiare e di rinnovare il modo di fare cinema. Maggior coraggio e sperimentazione e minor paura di fallire....
Questo chiediamo.
È troppo?
Per noi no, chiaramente. Non chiediamo di essere presi in considerazione, ma chiediamo di essere ascoltati, come una voce libera (senza corporazioni di nessun tipo che fanno male al cinema) che da libero sfogo alla sue idee.


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