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L’ASSASSINIO DI JESSE JAMES PER MANO DEL CODARDO ROBERT FORD

di Andrew Dominik  

Cast: Brad Pitt, Casey Affleck, Sam Shepard, Mary-Louise Parker, Paul Schneider, Jeremy Renner, Zoe Deschanel, Sam Rockwell
Nazionalità e anno: USA, 2007
Distribuzione: Warner Home Video
Edizione: italiano, inglese, spagnolo
Sottotitoli: italiano, inglese, spagnolo, portoghese, olandese, finaldese, danese, norvegese, italiano per non udenti
Audio: dolby-digital 5.1
Schermo: widescreen anamorfico 2.40:1
Durata: 160'
Extra: Assenti.
Note: Audio strepitoso grazie ad un lavoro rigoroso sull'equalizzazione per un suono nitido e pulito, poderoso e compatto. Un suono potente e lieve che fa assaporare ogni più piccolo suono che "esce" dalla pellicola. Anche il più leggero sospiro, o il colpo di pistola.
Bene anche la qualità video con colori brillanti e nitidi, ottimamente contrastati, che rispettano l'interessante fotografia, dai toni cupi e virati, e, a volte, con effetto sfocatura a raggiera.
Rispettato il formato video originale per un'immagine di qualità superiore.
Extra assenti in questa versione a disco singolo.
Regione: 2
Sito ufficiale:
http://www.warnerhomevideo.it/  
Titolo originale: The Assassination of Jesse James by the Coward Robert Ford
 

Qualità artistica: Cult
Qualità immagine: Ottima
Qualità audio: Ottima
Qualità extra: N.G.

4
L’ASSASSINIO DI JESSE JAMES PER MANO DEL CODARDO ROBERT FORD
5

Ma chi era Jesse James realmente? Ma soprattutto chi era l'uomo che l'uccise colpendolo alle spalle mentre stava pulendo il vetro di un quadro appeso alla parete? Chi era Robert Ford, quel ragazzo di poco più di venti anni che sparò il colpo fatale che uccise uno dei personaggi (e leggenda) del West?
Un ragazzo come tanti altri che cercava solo di avere un riferimento in una vita priva di scopo, in una vita sempre uguale che cercava di avvicinarsi al "suo mito" per sentirsi come lui, importante come Jesse James... per sentirsi diverso, speciale...
Una venerazione che lo portava quasi ad identificarsi con il famoso bandito: l'altezza, il colore degli occhi, la corporatura, etc. tanti piccoli elementi che per Robert Ford erano segnali di questa identificazione e sovrapposizione per vivere una vita ricca e non piatta. E quando il ragazzo si sente sempre più snobbato prima da Frank James e poi da Jesse James matura poco alla volta l'idea di essere l'uomo che avrebbe consegnato alla legge uno dei pericolosi banditi che siano mai esistiti nel Far West. Ma quello che non sapeva neanche lui, probabilmente, che sarebbe stato l'uomo che l'uccise. Un assassino dettato non tanto da una vera convinzione ma dal sentire in pericolo la sua vita. Una morte che portò il ragazzo alla ribalta con uno spettacolo pseudoteatrale dove con il fratello ed un'attrice di poco conto ripetevano giorno dopo giorno il "fattaccio"... forse per oltre 800 volte "uccise Jesse James"... La ripetizione all'infinito non di un'opera d'arte ma di un fatto di sangue. Ma forse anche quella non potrebbe non essere un'opera d'arte? Forse. Almeno come la rappresenta Dominik tutta l'azione ha un che di epico, di immortale, di artistico nella sua follia della disperazione, di ciò che si vorrebbe essere e non si è... Ma Robert Ford, nonostante avesse ucciso il più pericoloso fuorilegge era anche uno degli uomini più "schifati" da quello stesso mondo che lo indotto a compiere quel gesto. Uomini immondi che lo etichettavano come codardo... come un uomo di poco tempo. E forse lo era o forse no. Ma solo un ragazzo che cercava il suo destino e il suo fato per scappare da una realtà fatta di miseria e polvere...
Quella stessa polvere che con il tempo ha oscurato questo personaggio sotto il peso dell'ignominia, di aver tradito il suo capo. Il suo mito. Il suo punto di riferimento nella vita. E quindi non poteva che fare la stessa fine di Jess James, ucciso nel suo picciolo saloon ai margini della civiltà...
Uno spietato ritratto di un mondo brutto, sporco e cattivo. Di uomini disperati. Di uomini soli. Di uomini senza dignità. Ma non solo i fuorilegge ma tutti. Un mondo "incivile" dove l'unico mezzo per "emergere" era la forza bruta di una colt e un briciolo di coraggio. Dominik affresca a tinte fosche questo mondo ai confini della civiltà, dove non esistono buoni assoluti e cattivi assoluti, ma solo una marea di disperati che cercano di sopravvivere in un "territorio" ostile e malsano, sia per il copro che per l'anima. Un mondo folle, un mondo sena pietà, un mondo che non cerca redenzione in nessun modo, ma che, anzi, cerca di fuggire di continuo da se stesso, da una realtà contorta e dolente, disperata e senza futuro...
Un mondo dove la follia di un mondo in "costruzione" esaspera gli animi e rende anche gli animi più gentili folli e crudeli...

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