Menu principale

Login utente

Commenti recenti

Scambia informazioni

Syndicate content

L’ALBERO DELLA VITA

di Darren Aronofsky  

Cast: Hugh Jackman, Rachel Weisz, Ellen Burstyn, Donna Murphy
Nazionalità e anno: USA, 2006
Distribuzione: 20th Century Fox Home Entertainment
Edizione: italiano, inglese
Sottotitoli: italiano, inglese
Audio: dolby-digital 5.1
Schermo: widescreen anamorfico 1.85:1
Durata: 93'
Extra: Vita sulla nave (4'37"); L'albero della vita: morte e rinascita (75'18").
Note: Audio strepitoso grazie ad un lavoro rigoroso sull'equalizzazione per un suono nitido e pulito, poderoso e compatto. Un suono che esce fluido, in particolare quello originale, che coinvolge e stravolge in questa epifania di immagini e colori... Che danno vita ad una perfetta qualità video, dai colori brillanti e nitidi, compatti e ricchi di sfumature, ottimamente contrastati, che ben accompagno le oniriche visioni di Aranofsky.
Rispettato il formato video originale per un'immagine di qualità superiore.
Extra strepitosi... e basta! Nel senso che li dovete vedere per capire la loro portata e qualità.  
Regione: 2
Sito ufficiale:
http://www.foxvideo.it/
Titolo originale: The Fountain
 

Qualità artistica: Ottima
Qualità immagine: Cult
Qualità audio: Ottima
Qualità extra: Cult

5
L’ALBERO DELLA VITA
4 e mezzo

Amore, sentimenti, passioni, dolore, piacere... elementi che si fondono in un unico grande quadro onirico e folle all'interno della follia della vita (e della morte). Una vita che si cerca di vivere in funzione della sconfitta della morte. Di ciò che non ci sarà più. Alla ricerca dell'eternità. Ma quale eternità se siamo destinati a ri/tornare polvere... polvere in mezzo alla polvere. Terra che concima altra terra nel grande circo della vita. Un circo che ci porta a lottare sul "trapezio della vita" per sentirci vivi e per rimanere vivi... Una lotta continua, una battaglia combattuta tra fede e credo scientifico, dove i confini tra le due è molto sottile e poco alla volta che la storia si snoda diventa sempre più stretto sino a diventare quasi invisibile, mistico. Quella misticità che avvolge l'idea di fondo: l'amore oltre la morte, o forse sarebbe meglio dire la sconfitta della signora morte per una vita d'amore senza fine. Ma ciò vuol dire sovvertire le regole rigide della terra madre, di ciò che conosciamo e che sappiamo da sempre essere così. Aronofsky cerca di piegare questi dati incontrovertibili per creare una nuova realtà., una nuova vita che trova tracce di se nell'antichità, agli albori della creazione: da Adamo ed Eva, il giardino dell'Eden e l'albero della vita.
Ma è tutto vero? Oppure solo una favoletta tramandato dalla fede e dalla religione per noi poveri mortali che ci illudiamo esserci un'altra vita dopo la nostra? Chissà... forse... però improbabile. Certo la "forza dei sentimenti", delle passioni, delle emozioni rimane inalterata nel tempo in quel limbo di anime senza più identità che nutrono il pianeta Terra in un conclave di sentimenti e amori che nulla hanno più a che fare con un singolo individuo ma sono l'insieme di tanti. Una comune di passioni che non alterano la vita ma che la mantengono costante. Quindi una sorta di equilibrio universale che detta i tempi e i modi dello scorrere della vita. A nulla valgono i nostri sforzi per l'immortalità, a nulla serve la nostra fede, a nulla vale il credo nella scienza, perché tutto è metafisico e vissuto in un'altra dimensione della quale siamo a conoscenza solo a livello inconscio. Quel livello che Aronofsky ci mostra attraverso i tre differenti piani temporali nei quali immerge questa storia di amore sconfinato e di grande dolore. Di sopportazione del male e di vivere non appieno la vita troppo presi dal viverla bene secondo dei dettami non dettati dal cuore ma dalla mente.
Un grande e dolente affresco che mostra una volta di più le grandi qualità di Aronofsky. Un film che a molti ha fatto storcere il naso, ma che non bisogna vedere con gli occhi della scienza e della ragione ma con il fluire delle emozioni e del cuore...

accedi o registrati per inviare commenti