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IRON MAN
di Jon Favreau
Sceneggiatura: Mark Fergus, Hawk Ostby, Art Marcum, Matt Holloway
Fotografia: Matthew Libatique
Montaggio: Dan Lebental
Scenografia: J.Michael Riva
Costumi: Rebecca Bentjen, Laura Jean Shannon
Musiche: Ramin Djawadi
Interpreti: Robert Downey jr., Terrence Howard, Gwyneth Paltrow, Jeff Bridges, Leslie Bibb, Shaun Toub
Produzione: Dark Blades Films, Marvel Enterprises, Road Rebel
Distribuzione: Universal Pictures
Nazionalità ed anno: USA, 2008
Durata: 126'
Data di uscita: 1 maggio 2008
Titolo originale: id.
Sito ufficiale
Sito italiano
Trailer
Tony Stark, multimiliardario sciupafemmine a capo di una società che vende armi, viene ferito al cuore in un attentato e rapito mentre si trova in Medio Oriente. Le milizie ribelli gli impongono di progettare un missile, ma Stark riesce a costruire un'armatura e fuggire. Tornato negli USA e resosi conto del male che le sue armi procurano nel mondo (entrambe le parti in causa se ne servono), decide di perfezionare l'armatura e diventare Iron Man per combattere il crimine.
La Marvel ha imposto per le future riduzioni cinematografiche dei propri eroi una svolta sul fronte del puro entertainment, a scapito di ogni cupa introspezione psicologica che pure ha fatto la fortuna di tanti suoi personaggi (e donato nuova linfa, negli anni 90, allo stesso Spider-Man come a Daredevil). Evidentemente, al cinema conta di più l'action che la sostanza, e le voci sui contrasti produttivi dell'imminente Incredibile Hulk ne sono la prova: Edward Norton, impossibilitato dai compromessi a sviluppare il lato psicologico del mostro verde, ha deciso di firmare lo script di cui è coautore con lo pseudonimo di Edward Harrison.
Iron Man può considerarsi primo vero esempio di questa nuova tendenza (al di là di precedenti Marvel movies semplicemente troppo brutti da citare): durata più contenuta (solo due ore...), plot ridotto all'osso e molta, molta leggerezza anche al momento di sondare temi delicati. Il film, da questo punto di vista, è più vuoto di una lattina di Campbell's usata, ma estremamente curato negli effetti speciali e provvisto di un sense of humour a tratti piacevole e convincente. Merito soprattutto dell'abilità del cast: Downey jr., la Paltrow (quasi sexy) e Howard contribuiscono non poco con improvvisazioni e ristesure di un copione da canovaccio col quale si sarebbe andati davvero poco lontano. Sul fronte visivo Favreau, solido mestierante, ammoderna e conferisce nuova credibilità a un eroe Marvel che in molti davano per anacronistico: splendido e allo stesso tempo credibile il look hi-tech dell'armatura gialla e rossa, un esoscheletro in grado di evoluzioni mirabolanti. Ancor più se frutto dell'umano ingegno: questa la chiave di lettura che Favreau utilizza, unitamente alla metafora del "nuovo cuore" del protagonista, una macchina che sostituisce l'organo vitale di Stark vittima delle schegge di una bomba, ma che paradossalmente gli conferisce una maggiore umanità.
Iron Man è puro intrattenimento, in cui le immagini prevalgono sul contenuto. Ma l'intento è dichiarato (con tanto di finale "interrotto", stile strips), l'equilibrio resta ben bilanciato, e tanto basta a potersi divertire.


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