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SOTTO LE BOMBE

di Philippe Aractingi

Sceneggiatura: Michel Léviant e Philippe Aractingi
Fotografia: Nidal Abdel Khalek
Montaggio: Deena Charara
Musiche: René Aubrye e Lazare Boghossian
Interpreti: Nada Abou Farhat, Georges Khabbaz, Rawya El Chab, Bshara Atallah
Produzione: Capa Cinéma, Starfield Productions, Art'Mell, Fantascope Production, con Rhamsa Productions e ARTE France
Distribuzione: Fandango
Nazionalità ed anno: Francia/Gran Bretagna/Belgio/Libano, 2007
Durata: 98'
Data di uscita: 30 aprile 2008
Titolo originale: Sous les Bombes
Sito ufficiale
               
Sito italiano

SOTTO LE BOMBE
3 e mezzo

Zeina (Nada Abou Farhat) torna nel suo paese all'indomani dell'attacco israeliano del luglio 2006: è diretta a Kherbet Selem, un piccolo villaggio nel Libano del sud, perché da una settimana non ha più notizie della sorella Maha e del figlio di sei anni, Karim. Soltanto un tassista, Tony (Georges Khabbaz), è disposto ad accompagnarla nel bel mezzo del conflitto; inizialmente lo fa esclusivamente per denaro (300 dollari, rischiando la vita), ma la ricerca si fa lunga e difficile, e a questo punto per Tony diventa tutta un'altra questione.
È bella, Zeina, e la sua presenza di turchese vestita non passa certo inosservata nella polvere della strada, tra i tanti taxi parcheggiati, eppure nessuno degli uomini, anche se affascinati, è disposto ad accompagnarla, perché la sua destinazione è a sud, proprio sotto le bombe. Zeina è di religione sciita, eppure veste all'occidentale e non ha alcun problema a viaggiare sola: la sua vita ora è altrove, a Dubai, con un marito architetto che non ama più e dal quale sta divorziando. Ed è per questo, per evitare al piccolo Karim di vivere tra i litigi che l'ha mandato da sua sorella, quasi una vacanza nelle terre natìe; mai avrebbe immaginato, dopo tanti anni, dieci precisamente, che il suo paese, la sua casa, venissero sfiorati nuovamente dalle bombe. Questo film nelle intenzioni dell'autore, Philippe Aractingi (libanese di nascita ma cresciuto in Francia) non vuole prendere alcuna posizione su un conflitto che va avanti da tempo, ma soltanto scagliarsi decisamente contro ogni guerra, racconta la ricerca disperata di una donna e del suo compagno di viaggio, un uomo lontano mille miglia dal suo modo di pensare (Tony è di religione cristiana, vive a Beirut e sogna la Germania ) e che pure, nonostante tutto, si dimostrerà l'unico disposto ad aiutarla realmente.
Il film ha delle parti realizzate pochissimi giorni dopo il bombardamento, in cui i due attori protagonisti si sono relazionati tra rovine e disperazione con sfollati veri, seguendo un canovaccio appena accennato dal regista. Una seconda parte, più meditata e narrativa, è stata girata dopo la stesura della sceneggiatura vera e propria: si tratta delle scene in auto tra i due attori, e delle sequenze in albergo (in cui compare l'unica altra attrice del film, oltre ai protagonisti e all'uomo che interpreta il ruolo di un reporter francese). Seppur così diverse, le due parti si fondono perfettamente, dando vita a un road movie della disperazione e dei sentimenti, in cui la posizione da prendere è quella delle vittime - di tutte, le vittime - sui carnefici.

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