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SAW IV
di Darren Lynn Bousman
Soggetto: Patrick Melton & Marcus Dunstan e Thomas Fenton
Sceneggiatura: Patrick Melton & Marcus Dunstan
Fotografia: David A. Armstrong
Montaggio: Kevin Greutert e Brett Sullivan
Musiche: Charlie Clouser
Scenografia: David Hackl
Costumi: Alex Kavanagh
Interpreti: Tobin Bell, Scott Patterson, Betsy Russell, Costas Mandylor, Lyriq Bent, Athena Karkanis, Justin Louis, Simon Reynolds, Mike Realba, Marty Adams
Produzione: Burg/Koules/Hoffman
Distribuzione: 01 Distribution
Nazionalità ed anno: USA, 2007
Durata: 94'
Data di uscita: 30 aprile 2008
Titolo originale: id.
Sito ufficiale
Sito italiano
Trailer
Soundtrack
Riapre la piccola, si fa per dire, bottega degli orrori dell'Enigmista, uno dei personaggi più malsani e geniali del cinema horror contemporaneo. Nato 4 anni fa, Jig-Saw era riuscito da subito a catturare il beneplacito di teenager e adulti che adorano eccitarsi per la paura e fremere sulle poltroncine davanti a fiumi di sangue che scorrono copiosi e frantumi di carne che sgorgano da corpi martoriati.
Il rischio di vedere qualcosa di già visto almeno altre tre volte minava il successo del torture movie, ma, ancora una volta, il regista Darren Lynn Bousman ha trovato soluzioni tematiche e stilistiche che non possono passare inosservate, che non solo restituiscono alla prima pellicola il plusvalore di un horror capace di suspense e di colpi di scena che ben rispondono alle aspettative degli spettatori più esigenti, ma, e non è poco, aggiungono nuovi elementi narrativi a una storia che affascina e, forse, non è ancora completata. Saw IV è un gore spietato che non darà tregua dal primo all'ultimo fotogramma, mantenendo costante un livello di tensione sottovalutato che ci riporta la memoria all'Hostel pop e pulp di Eli Roth. Saw IV è uno splatter truculento che costringe perfino gli orrorofili a coprirsi ogni tanto gli occhi mentre lo stomaco si stringe in un pugno per la straviolenza delle immagini e gli olocausti della normalità.
Avevamo lasciato il protagonista, Jigsaw, e l'assistente Amanda in fin di vita. Il nuovo episodio si apriva quindi con una domanda: chi avrebbe potuto ereditare un know-how così macabro? Il "gioco" allo stremo della vita e della sopravvivenza innesca ancora sanguinari meccanismi mortali degni dell'immaginario del primo Craven e ci scaraventa in una realtà in cui ci eravamo già calati. Dopo la morte del detective Kerry e la scomparsa dell'agente Hoffman, il comandante della SWAT Rigg (Lyriq Bent) viene coinvolto, senza troppe titubanze, nel circuito del vivi o lascia vivere. Il giustiziere della notte viene messo a dura prova di fronte a scelte che riguardano vittime-colpevoli che faticano a redimersi, ma cede alla tentazione d'ostinarsi a fare il suo dovere mettendo a repentaglio se stesso e chi gli sta intorno. Fortuna che c'è sempre l'FBI a riportare l'ordine e a incastrare gli assassini: gli agenti Strahm (Scott Patterson) e Perez (Athena Karkanis) indagano sui tasselli sparsi e frammentari per risolvere l'enigma e acciuffare i cattivi. Se il montaggio di Kevin Greutert (accreditato per Donnie Darko) riesce a ingraziarci e a deviare la nostra attenzione dall'impianto narrativo alle immagini, il filo rosso del plot si snoda attraverso insistenti flashback intorno a uno spunto, si fa per dire, inedito: il profilo psicologico del protagonista. Propinate le motivazioni delle sue scelte, di-mostrate le sofferenze che hanno forgiato l'Enigmista, ora viene invocata, piuttosto che provocata, la partecipazione (emotiva) degli spettatori affezionati. Gli affiliati del clan finiscono per perdersi nell'illusione di ritrovare il mostro generato - a low budget - dalla mente disturbata di James Wan, ma non lasceranno cadere nel dimenticatoio la lezione inalterata dall'usura: game over!


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