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THE HUNTING PARTY

di Richard Shepard

Sceneggiatura: Richard Shepard
Fotografia: David Tattersall
Montaggio: Carole Kravetz
Musiche: Rolfe Kent
Scenografia: Mario Izevic, Jan Roelfs
Costumi: Beatrix Aruna Pastor
Interpreti: Diane Kruger, Richard Gere, Terrence Howard, James Brolin, Jesse Eisenberg, Olja Hristic, Goran Kostic, Mark Ivanir, Hélène Cardona, Pristina Krepela, Marinho Prga, Demir Krivic, Lucio Slama
Produzione: Intermedia, The Weinstein Company, Cherry Road Films, Cherry Hill Productions, Jadran Film, QED International, Scout Film
Distribuzione: Mikado
Nazionalità ed anno: USA/Croazia/Bosnia-Erzegovina, 2007
Durata: 103'
Data di uscita: 30 aprile 2008       
Sito ufficiale  
Sito italiano

THE HUNTING PARTY
2 e mezzo

"Solo i particolari più ridicoli di questa storia sono veri": è questa la curiosa premessa che apre la battuta di caccia del titolo, perennemente in bilico tra cronaca e leggenda come tra commedia e tragedia. Richard Shepard, dopo Matador del 2005, torna sul grande schermo con una piacevole elaborazione del reportage pubblicato qualche anno fa sull'Esquire dal giornalista americano Scott K. Anderson.
Bosnia, 1994. Simon (Richard Gere: un nome, una garanzia) e Duck (Terrence Howard, notevole in Crash), squadra vincente nel campo della cronaca di guerra, hanno visto, raccontato e filmato di tutto. Iraq, Somalia, El Salvador - i due hanno attraversato indenni ciascuno degli inferni squisitamente terreni di cui l'uomo non può fare a meno di circondarsi. Dopo aver assistito all'ennesima strage, che stavolta lo tocca più da vicino di quanto non abbia mai provato in tutta la sua carriera, Simon esplode rabbioso in diretta tv: mentre il reporter perde il posto e scivola nell'oblio, però, il cameraman inizia suo malgrado a costruirsi una fulgida carriera. Nel quinto anniversario dalla fine della guerra, i due si incontrano nuovamente nello stesso luogo che li ha visti separarsi: ed è là che la proposta allettante avanzata da Simon, cioè uno straordinario scoop (il nascondiglio del criminale di guerra Boghdanovic, che le autorità internazionali sembrano non avere alcuna intenzione di catturare), tenta Duck fino a convincerlo ad accettare. Imbarcatisi nell'improbabile missione, i due sono costretti a trascinarsi dietro uno sbarbatello appena uscito dalla scuola di giornalismo, Benjamin (il promettente Jesse Eisenberg), raccomandatissimo quanto deciso ad affrancarsi dal padre, direttore di rete o giù di lì. L'esperienza li porterà più volte a un passo dalla morte e a un soffio dalla riuscita...
Il cocktail ben miscelato di cupo dramma e umorismo nerissimo riesce quasi sempre a non perdere l'armonia ricercata dal regista e sceneggiatore: tranne forse qualche sbavatura ora nell'una ora nell'altra direzione, uno script sostanzialmente riuscito dona all'opera il brio sufficiente per mantenere sempre desta l'attenzione ma allo stesso tempo sempre piena la comprensione della vicenda, da molti ignorata all'epoca del suo svolgimento. Tranne qualche modifica funzionale allo sviluppo cinematografico della trama, lo spirito della storia resta invariato. Quelli che abbiamo di fronte, proiettati su uno schermo che fa da barriera tra noi e le più atroci violazioni dei diritti umani, sono tre esseri umani che a loro volta hanno scelto di costruirsi uno scudo contro l'orrore: l'ironia, la stessa cui ricorrono i medici per esorcizzare la morte, la stessa che da sempre permette all'uomo di sorridere di ciò che lo spaventa e soffrire meno. Nel pubblicare il suo pezzo sulla devastante esperienza in Bosnia, lo stesso Anderson a suo tempo scelse il buffo titolo: "Come ho trascorso le mie vacanze estive". Chi può biasimarlo?

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