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THE CALL - FINAL

di Manabu Asou

Cast: Maki Horikita, Meisa Kuroki, Itsuji Itao, Jang Gun Suk  
Nazionalità e anno: Giappone, 2006
Distribuzione: Dolmen Home Video
Edizione: italiano, giapponese
Sottotitoli: italiano, italiano per non udenti
Audio: dolby-digital 5.1
Schermo: widescreen anamorfico 1.85:1
Durata: 84'
Extra: Set di trailer (2'21").   
Note: Buono l'audio, equilibrato ed equalizzato per un suono cristallino, nitido, limpido, corposo ed assolutamente pulito da qualsiasi imperfezione.  
Bene anche la qualità dell'immagine, dai colori brillanti e compatti, corposo e ben definiti nei toni e nelle mezzetinte. Bene anche il contrasto per immagine molto luminosa che non presenta nessun problema di rilievo.
Il film è proposto nel corretto formato cinematografico.
Extra ridotti all'essenziale.
Regione: 2
Sito ufficiale:
http://www.dolmenhv.it/ 
Sito ufficiale:
http://www.emik.it/  
Titolo originale: Chakushin Ari Final

Qualità artistica: Discreta
Qualità immagine: Buona/Ottima
Qualità audio: Buona/Ottima
Qualità extra: N.G.

4
THE CALL - FINAL
2 e mezzo

Dopo il primo del geniale Takeshi Miike, il secondo del bravo Renpei Tsukamoto, l'atto finale di Chakushin Ari viene delegato al sudcoreano Manobu Asou, visto che poi la storia si svolge nella Corea del Sud. In ogni caso la "telefonata che uccide" ha fatto il suo tempo. Se il primo era strepitoso, il secondo era più che dignitoso, questo atto finale (e speriamo che lo sia per davvero) è appena sufficiente senza entusiasmare più di tanto, con il cellulare maledetto che porta morte e disperazione... Una sufficienza strappata più per una certa benevolenza verso la "serie" che verso il film che si trascina da un personaggio ad un morto, in attesa della prossima telefonata che annuncia che "sarai tu a morire", a meno che non giri il messaggio ad un altro/a per prenderà il tuo posto... In questa situazione, in teoria, nessuno  vorrebbe avere il cellulare per rispondere, invece gli studenti si accalcano per averlo dopo che i loro professori li hanno requisiti. Forse non abbiamo capito un passaggio, ovvero se ricevendo la telefonata e non sapendo nulla la maledizione colpisce lo stesso... ma non crediamo che sia così. Quindi si assiste ad un'attesa continua da parte di questi giovani studenti di una telefonata per passarla ad un altro o altra. Quindi una lotta per la sopravvivenza che vede anche le amicizie più solide naufragare.
Certo, se anche a noi accadesse una cosa del genere, lanceremmo il cellulare il più lontano possibile, spinti dal buon senso, ma forse, come detto, non sarebbe sufficiente la massima "occhi non vede cuore non duole".... Forse la maledizione ci colpirebbe lo stesso in maniera devastante e non saremmo più cittadini di questo mondo, di questa terra, ma saremmo concime per altri esseri che forse sarebbero più furbi di noi, e dei protagonisti della pellicola, rinunciando a questi oggetti infernali del progresso, che portano via etere la dea della vendetta che colpisce a fondo senza lasciare superstiti. Una dea della vendetta che miete vittime come tanti passerotti che cadono inerti ed inermi dall'albero della vita... una vita sempre più labile visto che basta un piccolo apparecchio elettronico a scatenare il pandemonio...
In ogni caso The Call Final si fa apprezzare per alcuni buoni momenti registici, un montaggio serrato, e alcune soluzioni di sceneggiatura discrete... da vedere in una serata di pioggia primaverile...

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