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ORTONE E IL MONDO DEI CHI – Colonna sonora originale

di John Powell

Track listing:
1. Fall From Tree 1:06
2. Cave Of Destiny 0:31
3. Jungle Of Nool 0:46
4. Horton Takes A Luxurious Bath 1:42
5. Enter The Kangaroo 1:13
6. Banana Wars 1:02
7. Saved 2:21
8. Into Whoville / Breakfast With The Mayor 3:04
9. Club Nool 1:41
10. The Town Council 1:12
11. Hello 2:16
12. Dr. Larue 1:16
13. The Quest 1:35
14. The Bridge Work 2:28
15. Horton Dance! 0:23
16. Handle With Care 1:20
17. Bedtime 1:55
18. Snow Day 1:17
19. Morton Tells Of The Kangaroo's Duplicity 2:30
20. Vlad Attack 1:54
21. Power Grab 2:45
22. Kite Flying Day 1:22
23. Mountain Chase 2:07
24. Clover Field Search 2:16
25. Memory Game 1:04
26. For The Children!!! 0:58
27. Angry Mob 2:40
28. Roping And Caging 1:02
29. We Are Here 1:03
30. Symphonophone 1:12
31. JoJo Saves The Day 2:22
32. Hall Of Mayors 1:31
33. Horton Suite 6:51
34. A Big Ending 0:53

Durata totale: 59:39
Etichetta: Varese Sarabande
Anno: 2008

ORTONE E IL MONDO DEI CHI – Colonna sonora originale
4 e mezzo

John Powell è probabilmente uno dei migliori compositori contemporanei di musica per film. I suoi lavori mostrano una crescita costante e una versatilità inattesa, che spazia da Rat Race a United 93. Eppure fino adesso il suo miglior talento l'ha donato ai film d'animazione (Galline in fuga, Shrek, L'era glaciale 2), dove ha dato spazio a molteplici forme espressive in un costante susseguirsi d'esplosioni ed implosioni.
Ciò che maggiormente impressiona nei lavori powelliani è il ritorno provvidenziale alla forma tematica primogenita proprio nel momento in cui la composizione sembra andare verso spazi anarchici, l'illusione di ritornare sui binari dopo un viaggio su un ottovolante impazzito proprio un secondo prima dello schianto fatale. E Powell con la colonna sonora di Ortone e il mondo dei Chi non solo conferma la sua empatia per l'animazione ma realizza un lavoro eccelso, mostrando una crescita artistica che lascia stupefatti. Qualità della composizione e delle orchestrazioni, frammenti sonori (34 pezzi quasi tutti di brevissima durata) come pezzi di un puzzle che funzionano nella loro singolarità ma che assumono un senso ancora più ampio nel loro disegno complessivo, contrapposizioni forti tanto nella melodia quanto nella parte accordale; queste le linee di forza che emergono dall'ascolto. Prendete il brano iniziale,  Fall From Tree, e sentite come riesce a creare un'improvvisa situazione di pericolo partendo da uno stato di calma assoluta immersa in un clima d'estatica magia. Questo l'incipit: tappeto d'archi e melodia principale portata avanti da un flauto che disegna spazi ancestrali, un piccolo villaggio in un bosco ammantato da effetti di percussioni leggere, magie d'un sogno lontano. Gli elementi si intercambiano su tonalità alte e vicine, disegnando spazi e ambienti, partendo dal generale e andando fin nel dettaglio; nei primi 30 secondi un dolly che parte da un cielo color tardo pomeriggio primaverile ci porta nel villaggio, con l'illusione del dettaglio di un fiume che scorre tranquillo tra le rocce. È in questo frangente che entra in scena il materiale tematico, utilizzato in modo assolutamente geniale. Dapprima viene infatti scandito da quello che sembra il suono di uno xilofono su note alte, emanando un senso di festosa allegria in una ritmica da ballo; ma poi, ed è un attimo, la battuta appena successiva fa riprendere il tema agli archi su note basse. E allora l'allegria diviene improvvisamente spavento, la corsa allegra un inseguimento senza fiato con un nemico misterioso alle spalle. La parte bassa e la parte alta si sfidano, quest'ultima sembra soccombere ma non si arrende mai, torna a farsi sentire ricamandosi i suoi spazi tra gli orditi degli archi che si fanno via via più complessi e concitati, sviluppandosi e avviluppandosi. La parti basse rispondono su ritmi concitati, sovrapponendosi, coprendo, un duello ad armi impari nella forma ma simile nella sostanza in cui lo spettatore osserva ipnotizzato lo svolgimento.
Poco più di un minuto e Powell è riuscito ad esprimere una gamma di emozioni tanto intense! E nei successivi 59 riesce a tenere il passo, aggiungendo voci (Cave Of Destiny), lavorando su improvvise variazioni interne del ritmo con notevoli esiti di alleggerimento comedy (Horton Takes A Luxurious Bath) e sul contrasto tra ritmi interni in un divertente scontro tra melodia veloce ed accompagnamento lento (Enter The Kangaroo). E ancora invenzioni strumentali e arricchimenti a costellare il tutto, funzionali e necessari, cammei che sono una gioia per le orecchie e incursioni sorprendenti, come la citazione morriconiana de Il buono, il brutto e il cattivo in Mountain Chase, uno dei brani capolavoro del disco. Il tutto senza mai perdere di vista la linea tematica e il materiale leitmotivico. L'impressione all'ascolto è tale che sembra di veder scorrere davanti agli occhi un bellissimo cartoon. Senza dubbio la migliore la colonna sentita quest'anno.

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