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IRON MAN, QUANDO EROI NON SI NASCE MA SI DIVENTA

Robert Downey Jr., Gwyneth Paltrow, Terrence Howard e il regista Jon Favreau presentano la trasposizione filmica di un  nuovo grande eroe Marvel. Al cinema dal 1 maggio (Universal)

IRON MAN, QUANDO EROI NON SI NASCE MA SI DIVENTA

Colpisce di Iron Man, a dispetto della mole metallica dell'armatura che riveste Tony Stark (ottimamente ricostruita), una certa leggerezza che a tratti sfocia nella commedia brillante. Gli attori, e il regista Jon Favreau in primis, devono essersi divertiti un mondo a realizzarlo. L'impressione è confermata dai diretti interessati, giunti a Roma a promuovere il film che proprio in Italia, il 1 maggio, conoscerà il suo battesimo del fuoco in anteprima mondiale (negli USA uscirà solo il giorno dopo).
"Che il film dovesse essere un prodotto leggero, puro entertainment, era un proposito che ci eravamo prefissati dall'inizio", ammette Favreau. "non volevamo dare al protagonista quelle pennellate oscure che caratterizzano altri supereroi. Vengo dal cinema indipendente e appena le circostanze me lo permettono amo inserire tocchi di humour."
Levità a parte, il film ha non pochi legami con l'attualità e riaggiorna la main story dello Stark targato Marvel, un mercante d'armi privo di scrupoli, variando il terreno di conflitto dal Vietnam degli anni'60 al Medio Oriente troppe volte devastato dai conflitti post - 11 settembre. "Non sono un cineasta di denuncia o politico: il mio orientamento tende a cambiare ogni qualvolta mi capita di aprire un giornale e scoprire cosa succede", continua Favreau. "Ma è vero che il mondo è cambiato, dalla nascita di Iron Man. E dopo quarant'anni, è cambiato in peggio: volevo che il film rispecchiasse le ansie e le paure del momento. Il personaggio di Stark, che vende armi sulla pelle delle persone, ben si prestava a questo clima."
A differenza di altri personaggi Marvel, la cui forza trae origine da poteri soprannaturali ricevuti in seguito a incidenti o acquisiti dalla nascita, Tony Stark / Iron Man è colui che può definirsi un self -made man dei supereroi: l'armatura che lo riveste è frutto esclusivo delle sue capacità tecniche nel campo dell'ingegneria bellica, finalmente riversate sul fronte del bene. "L'aspetto che maggiormente mi interessava di Stark era proprio il suo reinventarsi: in lui a un certo punto comincia, letteralmente, a battere un cuore diverso, meccanico ma più umano: e che a impiantarglielo sia la donna di cui si fida è un nuovo segnale di apertura. Un mito che si reinvesta con la propria coscienza."
A dispetto di altre produzioni multimilionarie, il work in progress alla base di questo film è decisamente fuori dagli schemi. "Non si può  proprio dire che abbiamo mantenuto un metodo di lavorazione hollywoodiano", dichiara Downey jr. "La mattina  io e Jon ci incontravamo, leggevamo il copione, stabilivamo cosa non andava bene e cominciavamo a riscrivere intere scene mentre Gwyneth ci guardava sconsolati implorando di girare [l'attrice annuisce ridendo, ndr]."
"C'è stata molta improvvisazione", continua Favreau. "Come in una compagnia teatrale, ognuno ha messo del suo e io facevo attenzione a rimettere tutto insieme. D'altronde siamo in parola per fare almeno due sequels e ci tenevo che tutto andasse per il meglio".
Gwyneth Paltrow parla del suo personaggio, Pepper Potts, la fedele assistente di Stark in perenne procinto di diventare qualcosa di più. "Dietro ogni grande uomo c'è sempre una grande donna: Pepper è così. Funge da coscienza di Tony, è fedele, leale, pronta a mettersi in discussione e a non esprimere giudizi definitivi. Questo è molto importante in una relazione tra uomo e donna: esserci sempre, senza giudicare il compagno e dunque limitarlo". Parte il domandone: le piacerebbe girare in Italia, con registi italiani? "Certo che mi piacerebbe! Ho lavorato in Italia otto anni fa, è stato un momento molto particolare della mia vita. Se ci fosse la possibilità... ma ora ho due figli e vaglio sempre con attenzione i miei progetti, perché parte della mia vita è per loro e posso impegnarmi solo per una produzione l'anno".
Terminiamo con la conferma dei rumours su Downey jr. / Stark: i fans Marvel saranno lieti di sapere che sì, ci sarà il tanto chiacchierato crossover dell'uomo d'acciaio ne L'incredibile Hulk, il film con Edward Norton in uscita a giugno (guarda il trailer). Favreau non si lascia sfuggire la battuta: "Colgo l'occasione per dirvi che se la recitazione di Robert Downey jr. in Hulk non dovesse piacervi, la colpa non è mia perché non sono il regista". Lapidario l'attore: "Ci vediamo dopo fuori, Jon."

Iron Man: il trailer

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