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"SOPRAVVIVERE COI LUPI" AGLI ORRORI DELLA GUERRA
Al cinema dal 30 aprile (Videa - CDE) il film di Vera Bélmont tratto dal controverso romanzo di Misha Defonseca
È un mix di realtà e finzione, o forse di realtà e fiaba vera e propria. L'elemento fiabesco è qualcosa a cui la regista Vera Bélmont, intervenuta oggi alla Casa del Cinema, tiene enormemente quando si parla del suo nuovo film Sopravvivere coi lupi. E ben presto, inevitabilmente, i giornalisti tendono a soffermarsi sempre più sul "caso" letterario che ha caratterizzato il romanzo di Misha Defonseca da cui il film è tratto.
Best seller internazionale, tradotto in diciotto paesi, il libro raccontava la vicenda autobiografica della Defonseca, il suo attraversare l'Europa a piedi dal 1941 al 1945 in cerca dei genitori deportati nei lager nazisti. Il regredire della bambina allo stato selvatico la portava a un rapporto particolare con una famiglia di lupi, gli unici che in quel lungo periodo le mostreranno calore e umanità. Una storia sconvolgente, fin troppo per essere verosimile; e difatti, la recente smentita della Defonseca e l'ammissione di aver inserito elementi di pura fantasia è apparso anche alla Bélmont come un fulmine a ciel sereno. "Ci sono rimasta male, ovvio. Come quando tuo marito ti tradisce. A dire il vero, leggendo il libro avevo pensato che qualcosa potesse essere inventato. Ero mossa dal desiderio di raccontare una vicenda che fosse anche autobiografica, riguardasse me e ciò che ho visto nella Seconda Guerra Mondiale. E certo non ho messo tutto quel che c'era nel libro, ma quel che mi sembrava più realistico e meno 'ricostruito'. E i lupi, certo, che sono comunque un elemento favolistico, un'evocazione di poesia. Come faceva Roberto Benigni ne La vita è bella. Senza i lupi non ci sarebbe stato il film."
Insomma, il film doveva andare avanti. "Era qualcosa a cui tenevo particolarmente. Peccato per il caos mediatico. Prima il libro era lodato per il suo realismo, dopo la smentita dell'autrice per la strampa era diventato tutto falso, non c'era più una riga che per la stampa fosse autentica. Non ho più contatti con la Defonseca da quando abbiamo promosso il film in Francia, ma non ho avuto molto tempo per parlare con lei di questo argomento: era circondata dai giornalisti e si atteggiava a star, tipo Gloria Swanson..."
Chi esce molto bene dal film, se non altro, è la piccola Mathilde Goffart. "È un'attrice e non sa ancora di esserlo", confida la Bélmont "ha legato tantissimo con gli animali coinvolti durante le riprese. I bambini in questo sono straordinari: non devi spiegar loro più di una volta cosa devono fare, e poi al momento di girare ci mettono del loro, quel qualcosa in più".
Sopravvivere coi lupi uscirà al cinema in 50 copie a partire da mercoledì 30 aprile.


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