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IL MATRIMONIO È UN AFFARE DI FAMIGLIA

di Cherie Nowlan

Sceneggiatura: Keith Thompson
Fotografia: Mark Wareham
Montaggio: Scott Gray
Scenografia: Nell Hanson
Costumi: Emily Seresin
Musiche: Martin Armiger
Interpreti: Brenda Blethyn, Khan Chittenden, Emma Booth, Richard Wilson
Produzione: Essential Pictures, Essential Viewing Group, Film Finance, New South Wales Film & Television Office, R. B. Films
Distribuzione: Lucky Red
Formato: 35mm., col.
Nazionalità ed anno: Australia, Gran Bretagna 2007
Durata: 105'
Data di uscita: 18 aprile 2008
Titolo originale: Clubland
Sito ufficiale    
Sito italiano     
Trailer

IL MATRIMONIO È UN AFFARE DI FAMIGLIA
2 e mezzo

Senza filtri. Così si esprimono gli australiani, almeno a detta dei ben più rigidi inglesi. Luogo comune, certo ma fino a un certo punto. La testimonianza dell'amabile follia "aussie" arriva dalle battute a raffica di Clubland (in Italia, Il matrimonio è un affare di famiglia) secondo lungo per il cinema della regista Cherie Nowlan, dopo Thank God He Met Lizzie con Cate Blanchett. Laddove le ragazze sveglie sono definite "tavole da stiro in calore" e gli uomini "esseri perennemente affamati e manipolatori di genitali" lo scherzo diventa una cosa seria.
Su questi toni - infatti - parte e procede la commedia della Nowlan che deve gran parte della sua efficacia nell'interpretazione della splendida Brenda Blethyn. Tra il grottesco, l'ironico grossolano e il ridanciano, ma con qualche buona trovata narrativa, il film racconta della cabarettista ovvero show "attempata" girl Jean (la Blethyn) che è inglese ma trasferita nel nuovissimo mondo per seguire l'allora marito, John (Frankie J Holden), anch'egli star della canzone leggera dei tempi andati - una  copia tutta australiana a cavallo tra Little Tony e Bobby Solo. I due sono separati e sul gobbone di mamma Jean si alternano i due figli: Tim (Khan Chittenden, molto bravo) che già lavora facendo traslochi con un proprio furgone e Mark (Richard Wilson, ottimo), disabile nel fisico ma mentalmente intatto. Cresciuti tra le spesso volgari follie di mamma Jean, che mescola la vita privata con lo spettacolo, i due ragazzi risentono dell'amore materno soffocante, causato dall'ovvia mancanza di affetto della madre. Finché un giorno Tim farà un incontro...
Non ci sono tratti di grande novità espressiva nella commedia della Nowlan da poterla definire sull'onda del "nuovo cinema australiano", tuttavia vi si riconosce la coerenza interna di appartenenza a un genere ben definito - commedia politicamente scorretta tra lo slapstick e il family nel suo tratto più grottesco - e dunque di stile. Si ride più di una volta anche se l'esagerazione, spesso, stona.

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