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THE TOKYO DRIFTER

di Seijun Suzuki

Cast: Tetsuya Watari, Chieko Matsubara, Hideaki Nitani, Ryuji Kita, Eiji Gogh, Tsuyoshi Yoshida  
Nazionalità e anno: Giappone, 1966  
Distribuzione: Dolmen Home Video
Edizione: giapponese
Sottotitoli: italiano  
Audio: dolby-digital dual mono   
Schermo: widescreen anamorfico 2.35:1
Durata: 83'
Extra: Trailer originale (2'47"); Note biografiche sul regista.
Note: Audio di buon livello nonostante sia soltanto dual mono, comunque presenta un suono nitido e limpido, privo di imperfezioni, per un buon ascolto.
Buona anche la qualità dell'immagine, con dei colori ben tarati nei toni, corposi, e pieni anche se non sono molto brillanti e, in alcune situazioni leggermente desaturati.
Il film è proposto nel corretto formato cinematografico.
Extra nella norma, ma da un B-movie (come veniva considerato) non ci si poteva di certo aspettare mirabilie... Vanno bene quelli che ci sono...
Nel complesso un prodotto di buona qualità.
Regione: 2
Sito ufficiale:
http://www.dolmenhv.it/
Sito ufficiale:
http://www.emik.it/  
Titolo originale: Tokyo Nagaremono
 

Qualità artistica: Ottima
Qualità immagine: Discreta/Buona
Qualità audio: Buona
Qualità extra: Discreta

3
THE TOKYO DRIFTER
4 e mezzo

Seijun Suzuki, uno dei registi più prolifici del Giappone, che solo tra il 1956 e il 1967 realizzò circa 40 film (una media spaventosa di circa 4 l'anno!!!). Film amati da Quentin Tarantino e portati ad esempio del cinema del regista americano, grande fruitore di questi B-movie (per la maggior parte) del grande regista nipponico che solo negli ultimi anni è stato rivaluto, dopo anni di oblio e di sberleffi... I suoi ultimi due film hanno partecipato, addirittura, anche alla Mostra del Cinema di Venezia... Un cinema frutto di grande capacità registiche che si asservono sempre alla storia e mai il contrario...
Suzuki rivoluziona il genere in patria con dell'ambientazioni, come in Tokyo Drifter, molto moderne e più occidentali, non come gli altri maestri del periodo che fanno largo uso di tradizioni dell'antico Giappone. Non si vedono donne con i costumi tradizionali ma con vestiti degli anni '60, come anche i locali, quasi surreali, sono più in comunicazione con gli anni del periodo, più alla "moda"... ma Suzuki non se ne serve solo per suo vezzo, ma per dare un visione più dura e spietata del mondo dei clan e degli Yakuza.... Storie semplici, come questa di Tokyo Drifter, dove Il Boss Kurata e suo "figlio" (di clan) Tetsuo, vogliono uscire dal giro di mafia e darsi ad attività più normali con l'acquisto di un locale... e tutto andrebbe bene, dopo anche che Tetsuo ha sistemato un vecchio debito di suo "padre" con un altro boss yakuza. Però una banda rivale cerca vendetta su Kurata e la sua "gente"... ed è così che il passato che vogliono gettarsi alle spalle torna in modo violento e crudele...
Purtroppo non si può ne cambiare il passato e ne quello che si è... questa è la dura lezione di Sejiun Suzuki che da nel film, che da questo momento vede Tetsuo in fuga dalla banda rivale... Ma alla fine, da vero eroe antieroe, dovrà rimettere le cose a posto per il suo onore e l'onore di suo "padre"...
Film secco, asciutto, senza fronzoli e senza molte concessioni al facile spettacolo. Anzi il film evita enfasi e spettacolarizzazioni di qualsiasi tipo, bada sempre al sodo con questa storia spietata e dura, che viene ben accompagnata da una regia che rispetta i toni della storia. Una regia che "marca" bene il territorio entro il quale si muove e entro il quale vuole muoversi... senza andare a facili soluzioni per risolvere le svolte del film. Un linguaggio preciso e che bada sempre ad essere in sintonia con i personaggi che già di per loro sono esagerati. Quindi Suzuki sottrae per dare un quadro completo e non asfittico della storia, dove entra ed esce a suo piacimento con sparatorie, canzoni che esaltano il ruolo dell'onestà verso l'appartenenza a qualcosa di onorevole... un mondo, quello di Tokyo Drifter dove deragliare è facile, ma che Suzuki porta avanti senza tentennamenti sino alla fine con una pellicola anfetaminica e folle, che oscilla tra metafisico e surreale... un grande film di culto da non perdere assolutamente... forse uno dei migliori film del Maestro Suzuki...

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