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JODIE FOSTER PRESENTA LA SUA ISOLA DI NIM

JODIE FOSTER PRESENTA LA SUA ISOLA DI NIM

Tesa e fredda, tra mezzi sorrisi ed apparente allegria, la conferenza stampa romana dell'ecologico  Alla ricerca dell'isola di Nim, presente la diva assoluta Jodie Foster, ben 42 anni di carriera sottolineati da lei stessa, in risposta alla domanda sul futuro dello star system hollywoodiano. Tra reazioni fredde alla scoperta di un documentario che la dipinge icona del cinema e, più che mai, la presenterà al pubblico del Festival del cinema gay di Torino (17-25 aprile 2008) a secchi cambi di argomento che non hanno soddisfatto la curiosità della stampa, interessata a sapere per chi avrebbe votato, lei democratica illustre, alle prossime elezioni presidenziali americane.
Gli animi si sono, fortunatamente rasserenati, alle dolci e materne parole dedicate dalla Foster alla giovanissima protagonista Abigail Breslin (nota al pubblico per aver brillantemente interpretato Little Miss Sunshine) che, come lei stessa ha sottolineato più volte, non ha subito traumi dall'aver avuto una carriera ed una fama così precoci. In questa occasione pubblica, la brillante interprete di tante pellicole di successo, ha annunciato una lunga pausa dalla recitazione, che la vedrà protagonista soltanto con i suoi figli ed impegnata nella preparazione di un futuro progetto cui tiene molto, che ne sancirà il passaggio dietro alla macchina da presa, nella veste di regista e produttrice. Alla domanda su quale insegnamento il film impartisca alle giovani generazioni, l'attrice ha risposto: "Credo che il film contenga molti messaggi fantastici. Innanzitutto che ognuno di noi deve farsi nel proprio piccolo paladino del pianeta, perché se ti prendi cura del pianeta, anche il pianeta si prende cura di te. [...] È un film inoltre, che seppure fantasioso, ti aiuta a mantenere il senso della realtà, che si è un po' smarrito oggi secondo me, tra robot, raggi laser e cose simili. Il pericolo maggiore, a tale proposito, lo corrono le bambine". In conclusione, un argomento importante (specialmente trattandosi di un film realizzato sotto l'egida del WWF) sottolineato da più colleghi e ribadito dalla stessa Foster: le riprese di Nim, complice anche l'inflessibile legislazione australiana a riguardo, sono state rispettose degli animali e "completely carbon free", ovvero non hanno danneggiato in alcun modo l'ecosistema. Il Protocollo di Kyoto sta divenendo una realtà anche in USA, sebbene ancora soltanto nel cinema, e non  si può che esserne felici.

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