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RIPRENDIMI

di Anna Negri

Sceneggiatura: Anna Negri, Giovanna Mori
Fotografia: Gian Enrico Bianchi
Montaggio: Ilaria Fraioli
Musiche: Dominik Scherrer
Scenografia: Roberto De Angelis
Costumi: Antonella Cannarozzi
Interpreti: Alba Rohrwacher, Marco Foschi, Leonardo Bono, Damiano Bono, Valentina Lodovini, Alessandro Averone
Produzione: Bess Movie
Distribuzione: Medusa
Nazionalità ed anno: Italia, 2008
Durata: 96'
Data di uscita: 11 aprile 2008     
Sito ufficiale

RIPRENDIMI
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Un cameraman e un fonico vogliono girare un documentario sul precariato nel mondo del cinema. Decidono di seguire la vita di Giovanni e Lucia. Lui è attore, lei montatrice. Stanno insieme e hanno pure un bambino. Tutto sembra filare liscio finché Giovanni perde la testa per un'altra e lascia Lucia. I due registi pur di non rinunciare al loro progetto si dividono, uno seguirà Giovanni e l'altro Lucia. Il loro punto di vista si duplica ed anche gli intenti sociologici mutano: non più un documentario sul precariato ma sulle vicende sentimentali della giovane coppia.
Che alla base di questo mockumentary in salsa tutta italiana, nonostante la formazione internazionale della regista (ha studiato prima a Parigi e poi a Londra), ci sia un'impellente urgenza di raccontare e raccontarsi (la Negri attinge alla propria esperienza di separazione) non c'è alcun dubbio. Che siamo di fronte ad un'opera originale in quanto a modalità di linguaggio, come produttori (la Neri della Bess Movie) e distributori (Medusa) vorrebbero farci credere, forse qualche dubbio lo desta.
Nonostante al Sundance di Redford, dove è stato l'unico film italiano in concorso, abbia riscosso un notevole successo proprio in virtù di questo doppio punto di vista (cameraman e fonico) che si confonde con quello principale della regista. È come se si leggesse un libro sottolineato.  Prima si vede con gli occhi di Giovanni poi con gli occhi di Lucia, poi con l'occhio di Anna Negri. Eppure l'anelito pseudo-neorealista della Negri diventa quasi supponente. Tanto più che, per stessa ammissione della regista, l'innovazione del linguaggio è stata dettata dal basso budget piuttosto che da una consapevole scelta stilistica. Il risultato è però discontinuo. C'è uno sbilanciamento tra lo yin e lo yang della narrazione. La parte femminile, rappresentata da Lucia, è decisamente più sentita, forse perché riflesso diretto del punto di vista della regista. La sceneggiatura risulta invece molto meno credibile  nelle parti maschili. Come se per privilegiare la propria identità si perdesse di vista quella della coppia. Quasi una scelta egoistica quella della Negri, anche sceneggiatrice insieme a Giovanna Mori, che si ritaglia il divertente ruolo della psicologa di coppia. In questo però si perde la fluidità del racconto che vorrebbe essere compatto ma risulta spesso frammentato tra le testimonianze di chi gravita attorno alla coppia (i due documentaristi improvvisati, le amiche di lei, i colleghi di lavoro, la psicologa).
Resta comunque un film femminile (ed è raro nel cinema italiano) incentrato sulla figura di Lucia. Ogni cosa è Lucia, una grande Lucia che fagocita tutto il resto.  Le tre amiche di Lucia non sono altro che la personificazione di tre parti del suo carattere e di tre momenti della sua vita (Mara è incinta e innamorata, Tosca è sposata ma infelice, Tiziana è libera e sognante). Così come Michela, la donna che ha causato la rottura della coppia, è la Lucia di cui si è innamorato Giovanni.
Riprendimi doveva essere prodotto inizialmente da Rai Cinema che si era però avvicinata al film con la prospettiva di un'opera ad alto budget. Il passaggio del testimone a Bess Movie ha permesso una lavorazione nella più completa libertà (non ci sono state imposizioni di cast). Costato appena 700.000 euro e girato in digitale, il film della Negri lascia ben sperare per il futuro del cinema italiano. A testimonianza che con un budget limitato e tanta energia si può comunque portare a termine un prodotto dignitoso ed esportabile (Brad Pitt con la sua produzione, la Plan B,  sembrerebbe interessato a farne un remake).

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