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“VELTRONI PARLA DI SPERANZA AI GIOVANI”: PAROLA DI GEORGE CLOONEY
L'attore americano, sbarcato a Roma per presentare il suo terzo film da regista In amore niente regole (Universal, nei cinema dall'11 aprile), parla poco della sua pellicola, e molto di politica, assecondando le curiosità della stampa romana. E regala, a quattro giorni dalle elezioni, un importante endorsement al leader del Partito Democratico
Un Clooney criptico e indecifrabile, prodigo di battute ma restio a dare delucidazioni nel merito della sua terza pellicola In amore niente regole, sembra divertirsi moltissimo a palleggiare con la stampa italiana, cosa che non sembra reciproca, insieme alla bella Renèe Zellweger, sua coprotagonista. Niente di nuovo dunque, né sui motivi che lo hanno spinto a fare, per la terza volta consecutiva, un film sulla storia americana, né su un suo futuro matrimonio, del quale qua e là si vocifera, né sulle motivazioni delle sue dimissioni dall'associazione americana sceneggiatori.
"Il genere della commedia è qualcosa che volevo assolutamente fare - si limita a dire - Avevo fatto film molto seri negli ultimi anni, volevo assolutamente usare la commedia come genere e divertirmi, anche perchè le persone con cui abbiamo lavorato erano divertentissime", schernendosi poi su un suo accostamento con Clark Gable: "Beh, Gable forse avrebbe qualcosa da obiettare su questo paragone! Ma è sempre un gran complimento per me. Il film Accadde una notte, con lui, è simile per alcuni versi al mio, anche se non abbiamo preso molto spunto da questa commedia, pur avendo visto tanti film di quell'epoca, di cui io sono un grande fan". Nessun problema per quanto riguarda la doppia veste di attore e regista: "La parte più difficile è essere il regista di me stesso, si lavora molto di più, ma i miei colleghi erano di vero talento, per cui non ho avuto particolari difficoltà".
Tanta politica invece, anche per una forte caratterizzazione in questa direzione di molte domande. Si spazia per cui tra Darfur, tematica sulla quale Clooney è estremamente sensibile, Tibet, presidenziali americane ed elezioni italiane. Fino ad arrivare ad un vero e proprio endorsement nei confronti del candidato del Pd, Walter Veltroni: "Io sono un ottimo amico sia di Obama che di Veltroni, ma anche della Clinton e di McCain, ho lavorato con loro in molte occasioni. Obama è un grandissimo oratore, sono un suo grande amico. Ma anche la Clinton potrebbe essere un bravo presidente, ma Obama lo sostengo da sempre. Credo però che sia raro avere una persona con l'arte oratoria di Barak, lo stesso potere di far convergere su un'idea la gente. La stessa forza ha Veltroni, che parla ai giovani e parla di speranza. Ha una grande capacità e vivacità intellettuale, per questo mi appassionano molto le elezioni in Italia". Sulla stessa linea la Zellweger: "McCain è stato un eroe, secondo me potrebbe essere un leader molto forte, ed è bravo. Ma per le relazioni internazionali è importante allontanarci dagli orientamenti degli ultimi anni, per cui spero che ci sia un democratico alla Casa Bianca".
Per quanto riguarda il suo impegno nei confronti del Darfur e dei diritti civili, Clooney si mostra abbastanza ottimista: "Ieri ho incontrato Brown, e pare che stiamo riuscendo a riunire tutti i leader ribelli del Darfur, avendo la possibilità di metterli al tavolo del negoziato. Bisogna continuare a parlarne incessantemente. Noi speriamo che tutti i governi mettano a disposizione fondi per proteggere le forze Onu in quei luoghi. In Darfur ci battiamo per questo, ma l'unico governo che si è realmente mosso è stato quello etiope. Veltroni ha un interesse comune con me sull'Africa, mi auguro che sia giunto il momento che si risolva il problema, anche insieme a lui". L'attore ne ha anche a proposito delle recenti polemiche sulle Olimpiadi: "Non vogliamo minacciare nessuno, non vogliamo boicottare i giochi, ma è assolutamente legittimo e necessario protestare pubblicamente contro le politiche cinesi".
La Zellweger, nel film una giornalista, si dimostra molto affascinata dal mondo della stampa: "Io non vorrei fare il vostro lavoro, avere la responsabilità di negoziare il modo di porre le informazioni sui media. Come lavoro mi affascina, anche se molte volte bisogna scendere a compromessi. E non vorrei avere la responsabilità di prendere decisioni a livello personale sulla vita di quelli su cui scrivo. Voi dovete porre domande difficili, vi ammiro, non dovete avere paura e dovete sempre svolgere onestamente il vostro lavoro".
Qualche news sul suo prossimo film Clooney la offre: "Inizierò un film il prossimo anno basato su un'opera teatrale che andrà in scena fra poco a Brodway, sarà probabilmente sul mondo delle elezioni, aspetto interessante per indagare su quello che succede dietro i candidati, ma non vi voglio dire altro".


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