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LA TERZA MADRE
di Dario Argento
Cast: Asia Argento, Moran Atias, Tommaso Banfi, Coralina Cataldi-Tassoni, Valeria Cavalli, Araba Dell'Utri, Jun Ichikawa, Adam James, Udo Kier, Franco Leo, Philippe Leroy, Robert Madison, Gisella Marengo, Daria Nicolodi, Clive Riche, Silvia Rubino, Massimo Sarchielli, Cristian Solimeno, Giorgia Zago
Nazionalità e anno: Italia, 2007
Distribuzione: Medusa Home Entertainment
Edizione: italiano
Sottotitoli: italiano
Audio: italiano 5.1
Schermo: 2.35:1 anamorfico
Durata: 98'
Extra: Trailer cinematografico originale; Le streghe son tornate: un viaggio nella bottega di Dario Argento (speciale a cura di Mario Sesti)
Note: Audio e video di buona qualità, potente il primo e ben bilanciato nei contrasti il secondo; non c'è l'audio inglese originale, ed è un peccato: peggio del doppiaggio italiano non poteva essere. Poco sul fronte extra: lo speciale di Sesti offre qualche curiosità sul fronte backstage, mentre il resoconto dell'anteprima alla Festa di Roma è lungo e pedante come gli interventi dei fans più indefessi.
Regione: 2
Sito ufficiale: www.medusahe.it/
Titolo originale: id.
Qualità artistica: Mediocre
Qualità immagine: Buona
Qualità audio: Buona
Qualità extra: Sufficiente
Dario Argento chiude la trilogia sotto accorata pressione dei fans: e da Friburgo e New York si giunge a Roma (per la verità, già "incrociata" in qualche scena di Inferno girata al quartiere Coppedè), sede della terza e ultima (ma non meno letale) strega: Mater Lacrimarum, tanto letale quanto nuda integrale, riportata in vita da un'urna dissepolta nel corso di scavi intorno a un cimitero e contenente qualche effetto personale necessario a ridarle i poteri e a coprirle (poco) le parti intime (c'è da pensare che non si facesse vedere in giro da secoli per la vergogna di mostrarsi in versione adamitica).
Toccherà a Sarah Mandy, improbabile studiosa americana d'arte (è Asia Argento), affrontarla: la ragazza possiede infatti poteri che nemmeno conosce, ereditati per via materna (è la figlia - anche nel film - di una Daria Nicolodi versione Star Wars), e Mater Lacrimarum (che nel frattempo ha scatenato un'ondata di violenza in tutta Roma) vuole farle la pelle, anche se non è ben chiaro perché.
Comincia male, e non finisce meglio. Non è un problema di genere, se thriller "come ai vecchi tempi" o horror "come quelli belli": la sciatteria alla base de La terza madre è un marchio di fabbrica di ogni film di Dario Argento, nessuno escluso. Da sempre presente nella direzione degli attori, nell'assurdo cosmico della trama, nei cedimenti inesorabili verso il ridicolo. Ma stavolta, e ormai da qualche anno, non c'è più nemmeno la tecnica a salvarlo: non basta il lungo piano sequenza della discesa agli inferi di Sarah (nei sotterranei di una villa abbandonata), o qualche momento di sadismo compiaciuto ma riuscito. Da qualche anno, si diceva, a una tecnica comunque raffinata si è avvicendata una piattezza da fiction accompagnata da un malsano quanto morbosetto compiacimento sul versante pruriginoso. Mette tristezza constatare l'unico, immaginabile motivo per cui Argento abbia scelto Moran Atias nella parte della strega; ma il resto non è da meno.
Tra morti efferate di cui i protagonisti sembrano non curarsi più già dalla scena successiva, improbabili inseguimenti su un treno regionale (ci salgono sopra tutti, i poliziotti e le streghe, fra decine di treni fermi alla stazione Termini), orde di pazzi in attesa di farsi benedire da un esorcista (sic) e streghe fricchettone tanto cattive da fare le boccacce, c'è quasi da divertirsi; ma senza gli azzardi formali di un tempo, vedere questo film a mezzanotte può comportare allo spettatore un inglorioso abbiocco, anziché il coccolone che forse era nelle intenzioni. Sorte quasi augurabile, ché non è proprio il massimo restar svegli per veder frustrato il (poco) tutto da un finale ridicolo e inferiore a qualsiasi aspettativa. Al termine del quale, dopo aver impalato la strega con un obelisco (a star troppo scoperta, una se le cerca...), centrato in pieno la scimmiotta maligna con un pietrone della sua misura ed eliminato praticamente tutti, si va avanti senza più alcuna ragione per altri tre minuti, se non per assistere al tuffo di Asia Argento in un mare di schifezze putrefatte e al suo uscire da un tombino fra grasse risate.
Noi, nel frattempo, avevamo già dato.


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