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LA ZONA

di Rodrigo Plà

Sceneggiatura: Laura Santullo
Fotografia: Emiliano Villanueva
Montaggio: Bernat Vilaplana, Ana Garcìa, con la collaborazione di Nacho Ruiz Capillas
Scenografia: Antonio Munohierro
Interpreti: Daniel Giménez Cacho, Maribel Verdù, Carlos Bardem, Daniel Tovar, Alan Chàvez, Mario Zaragoza, Marina De Tavira
Produzione: Morena Films, Buenaventura Producciones
Distribuzione: Sacher Distribuzione
Nazionalità ed anno: Spagna/Messico 2007
Durata: 95'
Data di uscita: 4 aprile 2008                    
Sito italiano    

Note: 64° Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia - Giornate degli Autori (Leone del Futuro - premio Opera prima ‘Luigi De Laurentiis'), Festival di Toronto 2007 (Premio Internazionale della Critica FIPRESCI)

LA ZONA
3 e mezzo

Per caso questo fine settimana le uscite cinematografiche italiane propongono due dei due più interessanti titoli passati nell'ultima edizione dei Venice Days veneziani 2007: Non pensarci, intelligente e sagace commedia di Gianni Zanasi, e La zona, opera prima di Rodrigo Plà, classe 1968. Il film di Plà, che a Venezia si è aggiudicato il Premio Luigi De Laurentiis per la migliore opera prima, sta a testimoniare quanto tutt'oggi sia fervida la new wave messicana degli ultimi anni (qui il film è coprodotto con la Spagna), quella di Cuaròn, Inarritu, Del Toro, Rodriguez per intenderci.
Opera sicuramente non impeccabile, La zona trova il suo punto di forza nell'essere una metafora multistrato della globalizzazione e delle differenze tra i ricchi e i poveri (nord vs. centro/sud America - occidente vs. Terzo Mondo ecc..), rese nella rappresentazione di un microcosmo iperprotetto: appunto La zona, quartiere residenziale di Città del Messico, isolato dalla povertà e dalle brutture della città più popolata del mondo non solo da un muro di cinta, ma da filo spinato, telecamere e vigilantes privati. Nonché da una sorta di milizia popolare autogestita che tanto ricorda le ‘ronde private' di certo Nord Italia. Qui, l'infiltrazione di tre ragazzi delle favelas, turberà un ordine basato sull'isolamento e su una finta autarchia (in realtà sullo sfruttamento della manodopera degli abitanti della città), e il loro tentativo di furto sfocerà in tragedia. Ma La zona è anche riflessione sull'onnipresenza della comunicazione nelle nostre vite, del controllo del potere sulla nostra privacy, una sorta di cupo e agghiacciante Truman Show messicano. Non c'è possibilità di scelta all'interno della Zona: chi vive al suo interno deve attenersi alla dura legge del più forte e lo sfidarla significa porsi automaticamente al di fuori della comunità e quindi della protezione. Dal film emerge un messaggio univoco di completa mancanza di speranza. Infatti a parte il giovane protagonista Alejandro, che oserà ribellarsi, e sua madre (la Maribel Verdù di Y tu Mama También, musa anche di Bigas Luna, Vicente Aranda e Fernando Trueba), solo l'ispettore Rigoberto sembra voler agire nella maniera migliore, per far emergere la verità, salvo poi dover sottostare alle indicazioni del suo corrotto superiore e ripiegare su una violenza disumana. Notevoli la sceneggiatura di Laura Santullo, collaboratrice del regista anche per il suo prossimo film, e la fotografia sporca e sgranata, che ben rende l'atmosfera cupa e uggiosa.

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Amenabar è messicano? Da quando?...
"nord VR"... che è? n'uscita autostradale per Verona?


Ven, 04/04/2008 - 01:14

Se togliete gli errori dal testo e non rispondete al commento fate passare me per deficiente!!!
Che se fa così??!?!?!?!?!


Ven, 04/04/2008 - 14:33

Scusaci ma per qualche motivo non è apparso il ringraziamento per la tua segnalazione. te ne siamo grati... ed è quello che chiediamo sempre ai nostri lettori...
Quindi chi avesse letto, solo ora il testo, "gli errori " segnalati da Jack Torrance sappia che sono state rilevati, apprezzati e fatte le "dovute" correzioni, grazie a lui...
Siamo stati "disdicevoli" e ce ne scusiamo con tutti...
Grazie della comprensione... e tollerateci se ogni tanto (forse troppo) commettiamo degli errori e orrori (ma ormai sta diventando uno dei nostri punti di forza per coinvolgervi (forse qualcuno di noi lo fa apposta?!?!!?)...
Un saluto


Ven, 04/04/2008 - 19:33

tanto nissuno s'accorgerà della differenza.
Me trovo in un internet caffè de carlovi vari, che per trovalla me c'è voluto l'atlante.
Però me sa che il festival lo fanno un altra volta.


Ven, 04/04/2008 - 14:38

... con quello detto sopra!!?!? Cara Boosta!
Cmq anche Torrance mi sembra un po' permaloso! Hanno corretto e che vuoi pure il "red carpet"?

Ven, 04/04/2008 - 23:51