Menu principale

Login utente

Commenti recenti

Scambia informazioni

Syndicate content

JUNO

di Jason Reitman

Sceneggiatura: Diablo Cody
Fotografia: Eric Steelberg
Montaggio: Dana Glauberman
Musiche: Mateo Messina
Scenografia: Steve Saklad
Costumi: Monique Prudhomme
Interpreti: Elle Page, Michael Cera, Jennifer Garner, Jason Bateman, Allison Janney, J.K. Simmons
Produzione: Mandate Pictures, Mr. Mudo
Distribuzione: 20th Century Fox
Nazionalità ed anno: USA, 2007
Durata: 91'
Data di uscita: 4 aprile 2008
Titolo originale: id.
Sito ufficiale       
Sito italiano       
Soundtrack
Note: vincitore del Marco Aurelio d'oro alla Festa internazionale del cinema di Roma 2007; vincitore del premio Oscar alla miglior sceneggiatura originale a Diablo Cody

JUNO
2 e mezzo

Lo si ripeteva sottovoce, tra gli applausi, subito dopo la prima alla Festa del cinema di Roma: "Questo film ha vinto il concorso". Convinzione che veniva però dalla qualità generale del concorso, più che da quella del film stesso. Film medio tra i mediocri: vittoria assicurata, nel senso di obbligata. La giuria non aveva molta scelta. Non smentisce la sua prima impressione Juno, variante con pancione di un qualsiasi independent film da Sundance, che tanto ambiva a distinguersi dal mainstream da diventare essa stessa una corrente fatta di stampini quasi tutti uguali.
Lo conferma, fra l'altro, il fatto che le produzioni di questi film sono quasi tutte divisioni "indipendenti" di grandi major - Warner Independent, Fox Searchlight, per dirne qualcuna. Juno è figlio di questo sistema subdolo, il suo campione di razza. Davanti Ellen Page, enfant prodige della New Hollywood, dietro il convincente Jason Reitman e, carta a sorpresa, la sceneggiatrice senza peli sulla lingua Diablo Cody, vero perno su cui si regge l'intero film, grazie a una visione caustica da trentenne rampante del mondo dell'adolescenza. Per il resto, una serie di figurine nelle mani della sceneggiatrice premio Oscar, meri esecutori materiali di uno script certamente valido e frizzante ma mai dirompente o realmente graffiante. Tra battute in automatico che alla seconda visione già perdono la loro pur misera forza, quel che era mascherato da attraente pacco colorato si rivela per ciò che è: un monologo pseudofemminista sulla (presunta) adolescenza e i suoi problemi. Dispiace smentire Ferzetti, ma se le nostre adolescenti affrontassero davvero i problemi della loro vita in questo modo ci sarebbe da preoccuparsi: minitrentenni all'assalto di loro stesse, peanuts all'incontrario. O forse la Cody ci ha azzeccato e questo è il misero riflesso di una precocità sempre più fagocitante. In ogni caso il problema non è affrontato e tutto è già risolto nelle più facili delle ideologie.
Rimane la confezione: Reitman si annulla e fa il mestierante, la Page è brava, ma è normale amministrazione, la fotografia è colorata e vivida come ci si aspetta, la musica piacevole e i titoli di testa lodevoli. A ben guardare non c'è nulla che non vada in Juno: il tutto è godibile e l'intrattenimento è tutto sommato è buono. Ma gli ingredienti sono sempre gli stessi e la minestra ha sempre lo stesso sapore: carino, nulla più. Tra due mesi, forse meno, ce ne saremo già scordati. Avanti il prossimo.

accedi o registrati per inviare commenti