Login utente
Cerca
Editoriale
Berlino 58
Messaggi recenti del blog
- ESCE IL 13 MAGGIO IL LIBRO: "SANGUEPAZZO"… UN AMORE ESTREMO E DRAMMATICO COME L’EPOCA IN CUI È NATO
- RIFF: CORTOMETRAGGI ALLA RUSSIA E HOME VIDEO CON ISTITUTO LUCE
- ACCOLTO L’APPELLO DI ARTICOLO 21 E DEL SNGCI SUL CINEMA IN TV
- LA CITTADELLA DEL CORTO - MESSICO E FANTASCIENZA DI SCENA A TREVIGNANO
- SE VUOI INCONTRARE PATRICK DEMPSEY “METTICI LA FACCIA”
Argomenti del forum attivi
EDITORIALE APRILE 2008
Ma esiste ancora un cinema?
Che il cinema sia in crisi di idee non è più una novità, ma, comunque, lascia sempre più perplessi il continuo andare a rovistare nei "grandi magazzini/archivi dell'ispirazione" dove si può trovare ogni tipo di merce che abbia a che vedere con la fabbrica delle immagini... Quindi dai tanti remake alla trasposizione di graphic novel, da serie tv (più o meno fortunate, più o meno vetuste) traslate su grande schermo a saccheggi di opere letterarie... sembra che gli sceneggiatori siano in crisi di identità e di guizzi autoriali non riuscendo a trovare più uno straccio di idea originale da portare sullo schermo. Una crisi reale o immaginifica? Oppure soltanto un'idea sballata prodotta dalla nostra mente?
Forse l'una e l'altra... o forse nessuna delle due... Di fatto il cinema sta vivendo una grande fase di riflusso che investe soprattutto "la fabbrica delle idee"...
Ma è questa la realtà oppure è l'intero sistema produttivo che non funziona più nella maniera adeguata?
E poi è un problema mondiale o solo americano?
Rispondere alla prima domanda è molto complesso perché entrano in ballo decine e decine di fattori, a cominciare dalla spietata concorrenza televisiva che ruba sempre più spettatori al grande schermo, e non a caso la poetica cinematografica si sta appiattendo sempre più mutando in canoni più televisivi il suo modo di "essere". Questa è una prima risposta, la più ovvia, la più semplice, ed anche la più pregnante. Una seconda risposta potrebbe essere un livellamento su prodotti medi, con scarsità di prodotti alti (ed anche di bassi), per cercare di avere un livello costante e rischiare anche meno, il tutto a scapito di ricerca, innovazione, creazione, che quindi ci restituiscono un cinema meno affascinante ma anche meno rischioso produttivamente. Poi si potrebbe continuare all'infinito, ma a questo punto vogliamo coinvolgere anche voi, lettori a dire la vostra, a cercare di sviscerare insieme questo momento stagnante e di scarso coraggio che attraversa il cinema internazionale...
Per quanto riguarda il secondo quesito possiamo dire che è una "malattia" che sta cogliendo tutto il cinema ma in modo particolare quello americano (che volenti o no è il cinema guida) che annaspa in poche idee, confuse e non sempre all'altezza delle aspettative. Non a caso nei prossimi mesi/anni ci aspettano film come Iron Man (graphic novel), Incredible Hulk (graphic novel), Il cavaliere oscuro, alias Batman (graphic novel), Star Trek (serie tv), Sex and City (serie tv)... per citarne alcuni... e sono in preparazione Wolwerine (graphic novel), Sin City 2 (graphic novel), Spider Man 4, etc... e potremmo continuare per righe e righe... non che abbiamo qualcosa verso questi film (anzi siamo degli adoratori dei film marvelliani e non solo) solo che ci sembra riduttivo che il cinema si sia confinato soltanto ad un ammasso di effetti speciali a scapito della qualità intrinseca del film... Ad esempio anche il quarto "Indiana Jones" sembra che sia infarcito di effetti speciali. Solo l'idea già ci fa piangere e rimpiangere i "trucchi" artigianali dei primi, come di tanti altri film, ingenui e visibili ma più ruspanti e meno "aggressivi" a vantaggio di una storia più coinvolgente invece di dare più importanza alla maestosità di questo o quell'effetto speciale destinato a stupire. Quindi un cinema sempre più "finto", di plastica e con poco cuore...
Ecco abbiamo lanciato il sasso e non nascondiamo la mano... a voi ora la parola...
Lorenzo Conte ha scritto:
Penso che il problema dei Remake sia un problema tuto di industria. Non che con questo si voglia sminuire il fattore industria nel suo doppio legame con il cinema. D'altra parte è vero che i grandi autori continuano a farci vedere grandi cose, si tratti o meno di remake. Non è in sè il problema di fare o meno un remake, o di trarre o meno da un romanzo o da una graphic novel. L'originalità non sta tanto in questo: l'originalità sta nel come, non da che cosa. Il riflusso di hollywood sui remake è talmente tanto forte da toccare anche gli intoccabili (si pensi al remake de Gli uccelli o di Casablanca - per giunta con Madonna al posto della Bergman): dobbiamo semmai chiederci cos'è che spinge hollywood a spingersi così addentro il "non rischio" da rischiare, paradossalmente, oltre l'immaginabile rifacendo capolavori immortali e irripetibili.
Stesso discorso vale per le graphic novel. Il discorso degli effetti speciali è sensato, ma va tenuto comunque sotto controllo. L'effetto speciale come fine, non come strumento:a proposito di Indy 4 io so che gli effetti speciali sono quasi tutti visivi e fatti sul posto, quindi niente paura su questo.
"la camera non mente mai! La camera mente sempre!"
Da Redacted, di Brian De Palma
haslan ha scritto:
Caro Lorenzo, intanto mi sembra che il concia nella sua disquisizione abbia messo in luce il problema "dell'industria". Poi, credo, che la sua non fosse una malsana idea contro il remake, ma il perché si ricorre solo al remake (ed altro) per creare "nuovi film". Quindi mancanza di idee come dimostra anche il saccheggio continuo che fanno di film che vengono dalla vecchia Europa e dal nuovo Oriente.
Il pezzo del concia era chiaramente provocatorio verso lo status globale del cinema. Quindi un modo per riflettere su quale direzione stia prendendo. Basti pensare al product placement in Italia, dell'uso dissenato e volgare che se ne fa. Ma non solo in Italia. Basta vedere i film di James Bond per capire come l'industria cinematografica spesso sia un lunghissimo spot pubblicitario. In questo scenario esiste la possibilità di un cinema? Forse! Di fatto si dovrebbero cambiare delle cose. Quali? Tante. Ma non è queto la spazio adatto per parlarne, troppo lungo e complesso il problema. Però esiste un problema, e grande.
Lorenzo Conte ha scritto:
Premesso che non stavo criticando nessuno (ci mancherebbe!) ma aggiungevo semplicemente la mia riflessione, ribadisco che non è un problema di idee. Ad hollywood sono pieni di idee: il problema è che non le usano. Perchè? per quello che si diceva prima: non si rischia più. é la paura di una fantomatica recessione tutta legata al fattore industriale. Puntare sul sicuro sempre, a tal punto di toccare i capolavori intoccabili, creando quel paradosso del rischio di cui parlavo sopra. Ma sul fatto che le idee ce le abbiano eccome lo ribadisco: oltre al fatto che il cinema d'autore americano ce lo sta dimostrando continuamente, il fatto che l'industria punti tutto sul remake non significa che le persone con le buone idee non ci siano. Non trovi?
"la camera non mente mai! La camera mente sempre"
Da Redacted, di Brian De Palma


Commenti recenti
3 settimane 5 giorni fa
5 settimane 3 giorni fa
5 settimane 3 giorni fa
5 settimane 3 giorni fa
5 settimane 4 giorni fa
5 settimane 4 giorni fa
5 settimane 4 giorni fa
5 settimane 5 giorni fa
6 settimane 4 giorni fa
6 settimane 4 giorni fa