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IL CACCIATORE DI AQUILONI - Colonna sonora originale

di Alberto Iglesias

Track listing:
1. Opening Titles - Alberto Iglesias 3:20
2. Call, Kabul 1978, The - Alberto Iglesias 2:32
3. He Hates Me - Alberto Iglesias 1:07
4. Kite Shop - Alberto Iglesias 3:06
5. Sin - Alberto Iglesias 1:34
6. Tanha Shudam Tanha - Ahmad Zahir 3:35
7. Kite Tournament - Alberto Iglesias 5:40
8. Hassan Theme - Alberto Iglesias 2:57
9. Az Man Begurezed - Ahmad Zahir 5:04
10. Plant the Watch - Alberto Iglesias 1:29
11. Russians Ivade - Alberto Iglesias 2:22
12. Truth, The - Alberto Iglesias 1:59
13. Omaid E Man - Ehsan Aman 1:47
14. Fuel Tanker - Alberto Iglesias 3:09
15. End Phone Call - Alberto Iglesias 2:06
16. Stadium, The - Alberto Iglesias 2:33
17. Escape - Alberto Iglesias 3:09
18. Dukhtare Darya - Ehsan Aman 3:42
19. Fly a Kite - Alberto Iglesias 4:27
20. Reading the Letter - Alberto Iglesias 2:49
21. Supplication - Sami Yusuf  4:05

Durata totale
: 62:00
Etichetta: Deutsche Grammophon
Anno: 2008

IL CACCIATORE DI AQUILONI -  Colonna sonora originale
4 e mezzo

Il compositore spagnolo Alberto Iglesias ci ha fatto conoscere il suo modo emotivo e raffinato di concepire la musica in molte occasioni. Ha collaborato più volte con registi della sua terra, in particolare Pedro Almodovar, di cui teniamo a segnalare la OST di Parla con lei. Si trova ora in medio-oriente, ad accompagnare sullo schermo Il cacciatore di aquiloni, caso letterario ridotto su celluoloide da Marc Forster, già regista di Monster's Ball - L'ombra della vita e Neverland - Un sogno per la vita.
Tra le terre su cui imperversa la guerra e la teocrazia, Iglesias è supportato dalle presenze del compositore, cantante, autore Ahmad Zahir, icona della musica afghana anni sessanta/settanta; di Ehsan Aman, altro veterano della Golden Age dei luoghi dov'era la Persia, e dal talentuoso e giovane Sami Yusuf, figlio artistico di una famiglia di musicisti azeri. La colonna sonora ha concorso ai Golden Globe, dove l'ha spuntata il nostro Dario Marianelli con Espiazione, poi vincitore anche del Premio Oscar. Già questo ci fa capire l'alto valore artisitco del nuovo prodotto di Alberto Iglesias, che utilizzando sia stumenti che sonorità tradizionali ci accompagna nel viaggio del tempo che fa ritrovare due amici d'infanzia nella Kabul dei nostri giorni dominata dai Talebani, dopo essere stati divisi in gioventù da una gara di aquiloni. Gioia e malinconia appartengono alle atmosfere che vanno correndo tra le note ammesse nei luoghi in cui si tenta ancora speranza.
Le orchestrazioni, che passano dal registro drammatico a quello più solare che porta di nuovo il sorriso, si incastrano perfettamente con i brani che provengono dagli autori che cantano della loro patria e della loro storia. La leggerezza di un aquilone, che libra accompagnato dal flusso del vento, cerca di farsi di nuovo strada tra la tristezza malinconica che sembra connaturata al medio-oriente. A voci sofferte si uniscono tamburi di battaglia inseguendo le note di chitarre elettriche, percussioni dal sapore antico, squilli di battaglia e archi che corrono. Ritorna la festa con Ehsan Aman e il suo Dukhtare Darya verso il finale, per far di nuovo volare un aquilone con Fly a Kite. Resta soltanto una supplica da lanciare verso l'alto con Supplication di Sami Yusuf, nella speranza di ridestare la volontà di pace dell'uomo.

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