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HO FATTO IL MIGLIOR FILM POSSIBILE

Così Steve Buscemi attore e regista di Interview (Fandango, 50 copie), primo remake di una trilogia di pellicole di Theo van Gogh.

HO FATTO IL MIGLIOR FILM POSSIBILE

In un'affollata sala romana Steve Buscemi (nella foto, con Sienna Miller) ha presentato oggi il suo terzo film da regista, Interview, primo remake di una trilogia di pellicole di Theo van Gogh, regista ucciso il 2 novembre del 2004 da un estremista islamico a causa del cortometraggio Submission: Part 1, scritto insieme alla deputata olandese Ayaan Hirsi Ali, che parla della violenza contro le donne nell'Islam.
Buscemi giustifica la sua decisione di cimentarsi con il film di van Gogh sganciandola da qualsiasi significato politico: "La ragione per la quale ho fatto il remake, che non avrei fatto se van Gogh fosse stato vivo, è perché mi interessavano i due personaggi principali, e il legame che si crea fra di loro. So che van Gogh era una figura controversa, un provocatore, ma non vedo questo film pericoloso, anche perché non voglio diffondere la sua filosofia. Il modo migliore in cui io potevo rendere omaggio a questo regista era fare il miglior film possibile".
Nella pellicola si confrontano un giornalista ed una stellina nascente del jet set hollywoodiano, in una strana intervista che scatenerà pulsioni insospettate in entrambi: "Non volevo criticare il mondo dei media - ha detto Buscemi -  Volevo capire e interpretare una persona complessa. Non volevo nemmeno esprimere un giudizio sul mondo delle star. È un rapporto, quello tra i due personaggi, che inizia in maniera disastrosa, e arriva in pochi istanti a investire tutta la loro vita, instaurando così un forte legame, una forte connessione".
Un film molto sentito per uno degli attori più poliedrici degli ultimi quindici anni, che si sofferma proprio su questo suo doppio ruolo, di attore e di regista, che lo sta appassionando in quest'ultimo periodo: "Il mio modo di avvicinarmi alla regia avviene naturalmente attraverso la recitazione. Non conoscevo il lavoro di van Gogh, ma quello che mi ha attirato a fare questo film è stato proprio l'amore che van Gogh aveva per i suoi attori. L'altro film della trilogia a lui ispirata e che finora è stato realizzato l'ha diretto un altro attore, Stanley Tucci. Spero che Sienna Miller si sia sentita a suo agio con me e che abbia potuto dare il meglio di sé. Anche perchè abbiamo effettuato le riprese in soli 9 giorni, ma da subito siamo entrati in sintonia. Il mio regista preferito è Cassavetes, che è anche un attore. Ma ci sono anche tanti registi eccellenti che non hanno mai recitato".
Questo approccio ha portato il regista-interprete ad usare le stesse tecniche di ripresa pensate per l'originale, e ad usare la stessa troupe: "Quello che ho trovato interessante è il modo come van Gogh ha girato il suo film - ha detto Buscemi - quasi completamente in sequenza, cosa molto rara oggi. Mi interessava molto lavorare con le persone che erano state al suo fianco, mi ha consentito imparare cose nuove. Van Gogh amava prima girare i primi piani, mentre negli Usa il primo piano è l'ultima cosa che si gira. Con queste tre camere si girava tutto, si copriva tutta la scena, lasciando me e la Miller più liberi di muoverci, di improvvisare. Questo modo di girare rende il film molto teatrale".
Interview sarà nelle nostre sale da  giovedì 11 aprile 2008.

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