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KILLER SENZA SCAMPO

di Vladan Nikolic

Cast: Sergej Trifunovic, Geno Luchner, Peter Gevisser, Didier Flamand, Mario Padula, Al Naz, Erik Frandsen, Liat Glick, Kerri Rossi    
Nazionalità e anno: USA/Serbia e Montenegro, 2005  
Distribuzione: Dolmen Home Video
Edizione: italiano, originale
Sottotitoli: italiano per non udenti
Audio: dolby-digital 5.1   
Schermo: widescreen anamorfico 1.85:1
Durata: 91'
Extra: Trailer (1'31"); Extended trailer (3'26"); "Behind the scenes" (14'34").   
Note: Buono l'audio, equilibrato ed equalizzato per un suono cristallino e pulito da qualsiasi imperfezione. Suono che esce in modo corretto sulle varie uscite con un buon lavoro di tutte le casse per un suono rotondo e pieno. Questo per quanto riguarda la versione originale.
Buona anche quella italiana anche se dobbiamo annotare un problema tra colonna audio e colonna internazionale. Nella versione italiana questa quasi si perde, non facendo "sentire" i rumori ambiente... lasciando quindi il suono un po' freddo  e distaccato.
Bene anche la qualità dell'immagine, ben contrastata per un immagine luminosa, nitida e chiara.
Il film è proposto nel corretto formato cinematografico.
Extra interessanti... soprattutto il "Behind the scenes".
Regione: 2
Sito ufficiale:
http://www.dolmenhv.it/
Sito ufficiale:
http://www.emik.it/  
Titolo originale: Love

Qualità artistica: Discreta/Buona
Qualità immagine: Buona
Qualità audio: Buona
Qualità extra: N.G.

3 e mezzo
KILLER SENZA SCAMPO
2 e mezzo

Film, questo Killer senza scampo (Love), che ha riscosso grande successo ovunque sia andato... Al "Tribeca Film Festival" di New York, alla Mostra del Cinema di Venezia 2005... passando per il Premio della Giuria  dei Giovani del "Cinema Tout Ecran", Festival di Ginevra 2005... Recensioni entusiastiche negli States... che hanno fatto gridare al miracolo o quasi... "Un noir alla Rashomon" (Edward Goldberg)... tanto per dire la prima... Che va a scomodare un film della storia del cinema, un pilastro dell'arte cinematografica... e ci sembra un tantino esagerato... e poi ancora...
"L'azione è potente... la recitazione di prim'ordine." (John Anderson)... "Questa elegante storia di crimine fa brillare New York in un'aurea di bellezza, pericolo e mistero..." (Tribeca Film Festival)... "Un mix sorprendete di poetico neorealismo e stile neo-noir..." (Oldenburg Film Festival)..."Un film a prospettiva multipla di gran lunga superiore a Crash" (Matt Singer)... "Misterioso ed esotico. Riprese magnifiche... regia elegante" (Jeanette Catsoulis)... "Un thriller complesso sui disagi culturali." (Frank Schenck)...
E potremmo continuare all'infinito. Belle parole, giudizi estremamente lusinghieri, affascinanti, ma a questo punto ci chiediamo se abbiamo visto lo stesso film, oppure se siamo diventati tutto di un colpo dei "poveri cantori di un qualcosa che non ha nulla a che vedere con il cinema.
Premettiamo che il film non ci è dispiaciuto, ma da qui a parlare in questi termini... paragonarlo a Rashomon e a Crash (quello di Haggis) ci sembra veramente esagerato. Vladan Nikolic ci sembra un bravo regista, ma crediamo anche che per arrivare ai livelli succitati debba ancora "camminare a lungo"... come anche l'esaltazione delle prove attoriali ci appare come un grande forzatura di voler premiare a tutti i costi un film indipendente, interessante, con un suo fascino, con un'idea molto chiara di regia e di racconto, ma che ha non poche pecche come, per l'appunto, uno scarso contributo attoriale che non ci sembra all'altezza della forza del racconto. Come anche a volte delle soluzioni registiche ci sono apparse molto convenzionali e poco dense di grande novità e di modo "differente" di far arrivare una nuova idea di cinema.
Sembra che il film non ci sia piaciuto, ma ci piace riportare il "Mondo" con i piedi in terra e non fare voli pindarici che fanno del male all'autore, agli attori e al film stesso. Un onesto film che dimostra che Nikolic ha delle buone qualità ma ancora tutte da mostrare e da dimostrare, Qui sono appena enunciate in alcuni passi della storia...
Per ultimo ci vogliamo soffermare sull'affermazione che vede New York in primissimo piano... "fa brillare New York in un'aurea di bellezza, pericolo e mistero...". Beh... se non ci avessero detto che il film è ambientato a New York per noi poteva essere qualunque posto, dalla Bosnia, ad un periferia italiana, finanche a New York stesso. Ma questo che diciamo, più che un difetto ci sembra una grande qualità del film, forse la migliore. Di farci sentire in qualunque posto che vogliamo e allo stesso tempo in nessun posto... In un mondo dove contano i sentimenti e le azioni e i luoghi sono solo sfondi tetri e cupi e di ciò, senza nessuna caratterizzazione che possa "sormontare" la storia...
Un film da vedere... ma con meno aspettative di quelle che potreste crearvi...

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Sono d'accordo con il concia. Anzi è stato sin troppo tenerone. Che stia perdendo lo smalto dei  tempi migliori? Il film è inguardabile.

Mer, 26/03/2008 - 22:56