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LA GIUSTA DISTANZA
di Carlo Mazzacurati
Cast: Giovanni Capovilla, Valentina Lodovini, Ahmed Hafine, Giuseppe Battiston, Stefano Spedaletti, Dario Cantarelli, Marina Rocco, Roberto Abbiati, Mirko Artuso, Ivano Marescotti, Fabrizio Bentivoglio
Nazionalità e anno: Italia, 2007
Distribuzione: 01 distribution
Edizione: italiano
Sottotitoli: inglese, italiano per non udenti
Audio: dolby-digital 5.1
Schermo: widescreen anamorfico 2.35:1
Durata: 106'
Extra: Making of (18'14"); Trailer (1'26"); Galleria fotografica.
Note: Audio dall'ottima taratura dei livelli, con una corretta distribuzione sulle varie uscite, per una qualità del suono molto buona, limpida e cristallina.
Ottima la qualità video, che "riproduce" fedelmente i colori spenti, grigi, desaturati del film. Un'immagine luminosa e molto netta.
Corretto il formato cinema proposto in DVD.
Extra ridotti all'osso, con un discreto ed interessante making of che ci racconta molto della genesi del film. Ben fatto.
Tipo di DVD: DVD 9
Regione: 2
Sito ufficiale: http://www.01distribution.it/
Titolo originale: La giusta distanza
Qualità artistica: Discreta/Buona
Qualità immagine: Ottima
Qualità audio: Ottima
Qualità extra: Discreta
Una provincia che da sempre nasconde molto. Un mondo strutturato di apparenze, di piccoli (grandi) compromessi, di frustrazioni, di delusioni, di amarezze... e dove l'inserimento di un elemento nuovo, come l'arrivo della bella maestra Mara, fa scattare passioni, invidie, gelosie e rimpianti... Un elemento dapprima quasi pacificatore e poi destabilizzante di una "incancrenita" situazione dove tutti si conoscono, e dove tutti hanno sogni e qualcosa da nascondere... Mazzacurati torna sempre a temi lui cari... cari come gli ambienti di un paesaggio scarno e privo di grandi fascinazioni e per questo molto particolare, con un glamour tutto suo, che ben si accompagna con le "anime" in tormento di chi vi abita. Quindi una scarnificazione all'essenziale di un mondo per poi ristrutturarlo secondo i codici propri di quest'ambienti che vivono ai margini del mondo, in un microcosmo che racchiude in se vizi (tanti) e virtù (poche) degli uomini... un mondo quasi in bianco e nero dove trovare ed isolare i sentimenti contrastanti che animano questi esseri umani è un lavoro da fare con la lente d'ingrandimento... e Mazzacurati opera in questo modo, con un sano distacco, con "la giusta distanza" (ed infatti è la sua, non quella del giovane reporter) che pone sotto dei riflettori a mezze tinte/toni i protagonisti di questa storia tra il noir e il giallo, tesa a svelare i misteri della grande provincia italiana. E da questo punto di vista è un film estremamente coraggioso, con un fine molto nobile ed alto, ma trova le sue carenze in un "distacco" troppo esagerato, troppo esterno che non rende mai lo spettatore partecipe del tutto di questo "in/sano" gioco ad incastri dove, più o meno celata, implode una critica verso il razzismo. Un razzismo totale, non verso l'extracomunitario, ma verso chi è onesto (ed è un male in questa società) e crede nei sentimenti puliti e si comporta in modo sano e chiaro. Per questo Hassan "viene incastrato" da una giustizia e da un ambiente che ha sempre da nascondere qualcosa. E quando la bella Mara ha una relazione con Hassan tutti guardano il tunisino con "invidia e quindi sospetto". In questo contesto, quando viene trovata morta Mara, il colpevole non può che essere Hassan. Il "reo" è già pronto, confezionato su misura, e nessuno fa nulla per scoprire la "vera verità"... anche perché sarebbe troppo scomoda... meglio incolpare un estraneo a ciò, e di "quel micromondo" dove tutto appare perfetto ma non lo è.
Colpe che ricadono su tutti, non solo sull'esecutore materiale. E su questo punto insiste molto l'autore, con grande convinzione ma scarsa verve. Inevitabilmente La giusta distanza non riesce mai a decollare del tutto nonostante la buona prova attoriale (a parte Valentina Ludovini, con la sua aria sempre e comunque sorridente, crediamo, a questo punto, anche quando l'ammazzano!) da parte di tutti, con delle perfette cauterizzazioni dei personaggi...
Un bella occasione sprecata per un piccolo capolavoro che rimane "soltanto" un film interessante senza assurgere a ben più alti livelli... Ma anche Mazzacurati, nonostante sia sempre un signor regista, ha perso lo smalto dei tempi migliori... Anche se dobbiamo dire "ce ne fossero di film del genere in Italia"... ecco, forse il nostro cinema potrebbe risalire ed abbandonare il triste primato di "facitore" solo di blockbuster natalizi....


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