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BERLINO56_ SIR IAN MCKELLEN, OVVERO L'ULTIMO DEI LORD
Assegnato il primo Orso alla Carriera della 56esima Berlinale
Meraviglioso 67enne, nobile di portamento e nel linguaggio, carisma da vendere. Il primo Orso alla carriera di Berlino 2006, Sir Ian McKellen, non poteva che ricordare a chi lo ascoltava ieri in conferenza stampa che ogni ruolo va affrontato con il medesimo rigore professionale, sia che si tratti di Shakespeare che della soap “Coronation Street”.
E ne ha più d’uno di insegnamenti da impartire un attore immenso come lui, che di ruoli in 40 anni ne ha recitati 220 e si è elevato quali uno dei massimi interpreti contemporanei sul palcoscenico del Bardo d’Inghilterrra. “Orso alla carriera perché pensano che sto diventando decrepito e tra qualche anno non potrò più viaggiare tra Londra e Berlino! Ma ne ho ancora tante di cose da dire e da fare sia al cinema che a teatro”, ha scherzato McKellen, proteiforme volto, corpo e parola in film che vanno dai ben noti Riccardo III (da lui particolarmente amato) a Demoni e dei (nomination all’Oscar), dalla trilogia de Il signore degli anelli a X-Men fino a Il codice da Vinci (che lo vede interprete di Sir Teabing), che lo porterà a maggio al festival di Cannes. È orgoglioso di essere “british” il Cavaliere delle Armi e il Commander of the British Empire McKellen, perché da omosessuale dichiarato (uno dei primi a fare outing e dei più sereni a discutere sull’argomento) ritiene che il Regno Unito – pur coi suoi difetti, come aver avuto l’odiata signora Thatcher come primo ministro - sia uno dei Paesi “più emancipati oggi giorno, sicuramente dove ci si può esprimere meglio che non negli Stati Uniti”. E a chi gli ha chiesto perché, un attore come lui, abbia accettato una parte come Gandalf (seconda nomination all’Oscar) nella trilogia tolkeniana, ha risposto “mi hanno scelto perché costo poco rispetto agli altri e poi era un ruolo che mi avrebbe seriamente reso famoso.. parliamoci chiaro, a chi tra noi attori spiace diventare famoso..!?”.
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