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"COLPO D'OCCHIO" PER RUBINI E SCAMARCIO
Rai Cinema e Cattleya presentano a Roma l'ultimo film del regista pugliese, in uscita il 20 marzo (01 Distribution)
Con 420 copie a invadere torrenzialmente le sale del Bel Paese, Sergio Rubini (nella foto) si prepara a entrare nel novero dei beniamini delle adolescenti nostrane. Se non fosse per lui, infatti, un ruolo dark al famigerato Riccardo Scamarcio non lo avrebbe ancora dato nessuno... Al Cinema Adriano di Roma presentano Colpo d'occhio regista, produttore e cast quasi al completo: da Vittoria Puccini al succitato bel tenebroso, da Riccardo Tozzi a Paola Barale passando per Emanuele Salce e Flavio Parenti, sono parecchi i microfonati dediti a gestire l'afflusso di domande (legittime o peregrine, poco importa) suscitate da questo noir all'amatriciana con indubbie velleità autoriali.
Tanto per togliersi qualche sassolino dalla scarpa sin dalle prime battute, Rubini (qui interprete perfidissimo, oltre che director pignolo) precisa: "In Italia quella della recitazione a buttar via, del naturalismo a tutti i costi, sta diventando una convenzione. Nelle cinematografie del resto del mondo, invece, questo non accade. Personalmente avevo in mente questo film recitato così come appare oggi, diverso dalla tendenza generale del Paese, fortemente drammatico, perché ritengo lo richiedesse già da un punto di vista strutturale. Grazie a due protagonisti come Riccardo e Vittoria, poi, ho potuto imporre uno stile preciso e un po' costrittivo a entrambi ottenendo però i risultati che volevo. Sono entrambi attori molto solidi". Scamarcio invece, teoricamente bello e dannato, ritiene il suo ruolo di artista emergente e un po' arrivista "appassionante, grazie anche alla precisa direzione di Sergio che mi ha dato la possibilità di concentrarmi completamente sulle battute: differenza notevole, questa, rispetto ai miei lavori precedenti, in cui molto era lasciato all'improvvisazione".
Figura moralmente più positiva quella interpretata dalla leggiadra Vittoria Puccini: "Gloria, la giovane intellettuale che io impersono, è chiaramente una Cassandra che intuisce la verità ma sa già che non verrà creduta", racconta l'attrice. "Certo però è stato comunque necessario dare anche al mio personaggio quell'ambiguità sottile che sarà svelata solo alla fine del film. Dopotutto anche lei ha le sue colpe: si divide tra razionalità e follia". Trattandosi di una vicenda ambientata nell'inusuale mondo dell'arte contemporanea, tra galleristi senza scrupoli e talenti foraggiati a megalomania, agli sceneggiatori Angelo Pasquini e Carla Cavalluzzi si è aggiunto l'apporto fondamentale del vero artista Gianni Dessì, cui si deve la paternità di tutte le sculture e installazioni attribuite al protagonista Adrian nei 110' di proiezione. "Vinte le resistenze iniziali, mi sono lasciato convincere e ho iniziato a lavorare partendo da suggestioni non mie. Di fatto questo ricorda un po' i rapporti rinascimentali tra il mecenate intellettuale e l'artista che lavorava su commissione!".
E la locandina, che richiama nelle soluzioni grafiche sia l'Arancia meccanica kubrickiana che il tardo Woody Allen di Match Point? "Non so che dirvi", scherza Rubini. "Solo due giorni fa ho saputo che 'Colpo d'occhio', in inglese, si traduce 'Eyes wide shut'". Quando si dice la modestia...


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