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MIMZY - IL SEGRETO DELL’UNIVERSO

di Robert Shaye

Soggetto e  sceneggiatura: Bruce Joel Rubin, Toby Emmerich, James V. Hart, Carol Skilken, dal racconto di Lewis Padgett (Henry Kuttner e C. L. Moore) Mimsy were the Borogoves
Fotografia: J. Michael Muro
Musiche: Howard Shore; Roger Waters con la canzone originale Hello (I love you)
Montaggio: Alan Heim
Interpreti: Rhiannon Leigh Wryn, Chris O'Neil, Rainn Wilson, Timothy Hutton, Joely Richardson, Kathryn Hahn, Kirsten Williamson, Marc Musso, Megan McKinnon
Produzione: New Line Cinema, Michael Phillips Productions
Distribuzione: Eagle Pictures      
Nazionalità ed anno: Usa, 2007
Durata: 90'
Data di uscita: 14 marzo 2008
Titolo originale: The Last Mimzy
Sito ufficiale  
Soundtrack

MIMZY - IL SEGRETO DELL’UNIVERSO
2 e mezzo

Quando Noah, di anni dieci, stupisce la classe e il suo insegnante di scienze con una ricerca sbalorditiva, in nessun modo giustificata dal suo curriculum scolastico precedente, il padre David si compiace di aver finalmente scoperto il talento del figlio maggiore, mentre la madre Jo ha delle perplessità. In realtà, le improvvise abilità di Noah hanno un origine insospettabile: durante le vacanze di Pasqua, Noah e la sorellina Emma hanno scoperto sulla spiaggia della loro casa di villeggiatura alcuni strani oggetti, dei "giocattoli" di origine apparentemente aliena, che sembrano costituire i pezzi di un complicato puzzle che solo i due bambini sono in grado di risolvere.
Mentre alcuni strani fenomeni richiamano addirittura l'attenzione dell'Fbi, Noah ed Emma dovranno utilizzare i propri nuovi poteri per decifrare una richiesta di aiuto che proviene dal futuro.
Il blasonatissimo produttore esecutivo Bob Shaye si mette dietro la macchina da presa per la quarta volta per dirigere questo The Last Mimzy, favola fantascientifica di morale ecologista e sapore new age derivata direttamente dal racconto breve Mimsy were the Borogoves di Henry Kuttner e C. L. Moore, pubblicato nel 1943 sulle pagine del glorioso Astounding Science Fiction Magazine e considerato tra i più belli della fantascienza di quegli anni. L'ispirazione del racconto, poi, fa riferimento al Lewis Carroll di Jabberwocky, la filastrocca contenuta in Through the looking glass, e che nel corso della storia costituisce la chiave tramite la quale i due protagonisti riescono veramente a guardare oltre lo specchio e a compiere la missione che gli è stata affidata da un'umanità del futuro ormai sull'orlo dell'estinzione. Rovinati dallo scempio che hanno fatto di sé stessi e dell'ambiente in cui vivono, gli uomini del futuro non hanno altra speranza che mandare indietro nel tempo dei sofisticatissimi manufatti allo scopo di raccogliere tracce di un patrimonio genetico ancora incontaminato.
Le conseguenze del degrado ambientale, il richiamo a una scienza che si sposi all'etica della responsabilità, un po' di filosofie orientali, e l'eredità dei Pink Floyd nelle corde di Roger Waters, compongono la struttura piuttosto affollata di questo novello E.T. l'extraterrestre, ripresa di un filone che dallo spazio profondo fa provenire messaggi di civiltà che solo gli innocenti sono in grado di cogliere. Il risultato è tutt'altro che sgradevole, in particolar modo grazie alla simpatia dei due bambini protagonisti e all'alchimia tra il professore di scienze e la sua fidanzata fricchettona, che continua a sperare che invece di visioni profonde a quest'ultimo sia concessa la grazia di sognare i numeri del lotto. Ma, veramente, gli elementi sono troppi e troppo poco coesi tra di loro perché Mimzy funzioni veramente, e non faccia invece l'effetto di un elenco di idee rimaste in superficie. Due momenti di crisi nella piacevole medietas della pellicola: il definitivo sdoganamento del Patriot Act (una famiglia viene prelevata e impacchettata dai federali, ma tanto male poi non si trova) e un esempio di product placement che ha del mirabolante (i giocattoli provenienti dal futuro sono animati da nanotecnologie targate Intel). A parte questo, gli adulti non accompagnati cerchino di astenersi.

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