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SONETÀULA, IL RUMORE DI UNA VITA NON VISSUTA
Secondo lungometraggio per il regista e sceneggiatore Salvatore Mereu, narratore - in lingua - di una Sardegna arcaica e autentica
Dopo l'esordio abbagliante con Ballo a tre passi, vincitore della Settimana della Critica alla 60° Mostra del Cinema di Venezia e del David di Donatello nel 2004 per la Migliore Opera Prima, Salvatore Mereu si misura in Sonetàula con un racconto di formazione duro e bellissimo. Protagonista il giovane Zuanne Malune detto Sonetàula (Francesco Falchetto), che seguiamo dai dodici ai venticinque anni. Sullo sfondo, la Sardegna dal 1938 al 1950, intatta e selvaggia.
Aveva letto da poco Sonetàula, il romanzo di Giuseppe Fiori che racconta il percorso di un ragazzo che da servo-pastore diventa bandito e, terminate le riprese di Ballo a tre passi, a Salvatore Mereu viene l'idea di trarne un film. Un progetto ambizioso, quello di realizzare un film in costume, soprattutto per un regista al secondo lungometraggio. Il notevole sforzo produttivo si risolve grazie alla Lucky Red, in collaborazione con Rai Fiction - un'anomalia, dice il regista, visto che esiste la divisione Cinema - e la Viacolvento dello stesso Mereu ed Elisabetta Soddu, più la coproduzione della Francia (Haute et Court) e del Belgio (Artemis), il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e molti altri ancora. L'altro elemento di sfida era far lavorare attori professionisti (Manuela Martelli, Lazar Ristovski e Giselda Voldi) con il resto del cast, tutti alla prima esperienza cinematografica. "L'approccio, con gli attori non professionisti, è stato di tipo documentaristico. E soprattutto abbiamo avuto il grande vantaggio di poter girare in ordine cronologico, un privilegio che generalmente si ottiene sgomitando" dice Mereu, aggiungendo che "questo ha aiutato molto gli attori che, alla loro prima esperienza, erano privi di appigli. Un ulteriore aiuto è stato l'ampio arco narrativo che il film abbraccia. Infatti il protagonista all'inizio della storia ha dodici anni, alla fine venticinque. In questi casi" continua il regista "si tende ad affidare la parte ad almeno due attori, ma io ho sempre diffidato delle staffette, e sono stato molto fortunato, perché i giovani protagonisti sono cresciuti realmente sotto i nostri occhi durante le riprese".
Complessivamente il film è stato girato in ventiquattro settimane, diluite però lungo un anno solare (luglio 2006-luglio 2007); ciò ha anche comportato l'alternanza di ben quattro direttori della fotografia (come già nel precedente film) che però hanno saputo mantenere intatta l'unità dello stile. Durante le riprese non sono mancate neanche le difficoltà, come la necessità di raggiungere set naturali tra molte asperità, o la non costante garanzia di risultato degli attori.
Del film, girato in lingua originale sarda - indispensabili i sottotitoli in italiano - è prevista anche una versione televisiva, suddivisa in due puntate e doppiata, che andrà in onda sulle reti Rai a fine anno. Rispetto al lungometraggio per il cinema, la fiction darà maggiore risalto al contesto che si muove intorno al protagonista, dando per esempio più spazio all'antagonista del padre e al "signorotto" locale, che qui vediamo soltanto per poco.
Sonetàula (Lucky Red) sarà nelle nostre sale in una trentina di copie - molte in Sardegna - da venerdì 8 marzo 2008.


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