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BIUTIFUL CAUNTRI

di Esmeralda Calabria, Andrea D'Ambrosio, Peppe Ruggiero

Sceneggiatura: Esmeralda Calabria, Andrea D'Ambrosio, Peppe Ruggiero
Fotografia: Alessandro Abate
Montaggio: Esmeralda Calabria
Musiche: Valerio Lupo Faggioni, Guido Zen
Interpreti: Raffaele Del Giudice, Salvatore Napolano, Mario e Patrizia Gerlando, Sabatino Cannavacciuolo, Mario Cannavacciuolo, Espedito Marletta, Enzo Cannavacciuolo, Antonio Montesarchio, Donato Ceglie, Umberto Arena, Giulio e Stefano Treccagnoli, Salvatore Picone, Tilde Adamo
Produzione: Lumière & Co.
Distribuzione: Lumière & Co.
Nazionalità ed anno: Italia, 2007
Durata: 83'
Data di uscita: 7 marzo 2008        
Sito ufficiale

BIUTIFUL CAUNTRI
3 e mezzo

Vedi Napoli e poi muori, verrebbe da dire dopo la visione di Biutiful cauntri, il documentario di Esmeralda Calabria (montatrice), Andrea D'Ambrosio (documentarista) e Peppe Ruggiero (giornalista) sulla tragedia dei rifiuti in Campania. E non si tratta dei rifiuti urbani che hanno riempito le strade di Napoli (e le pagine dei giornali) in questo ultimo periodo: i rifiuti cui si fa riferimento sono quelli industriali (siderurgici e automobilistici) che vengono riversati abusivamente nelle zone di Aversa, Qualiano, Giugliano e Villaricca, ad appena 25 km da Napoli.
E i dati parlano chiaro: delle 4866 discariche abusive in tutta Italia, ben 1200 sono nella sola Campania, il tasso di diossina in queste zone è 100.000 volte superiore alla soglia consentita, 3500 sono i mq di ecobolle ancora in attesa di essere smaltite, 14 gli anni di conclamato stato di emergenza.
E ancora 10 i milioni di tonnellate di rifiuti sversati, 7 i commissari straordinari nominati per risolvere il problema, 7 gli impianti cdr (costruiti non a norma) e 2 gli inceneritori (promessi ma mai realizzati). Il tutto con la complicità di una stampa che sta a guardare ma si guarda bene dal denunciare e delle istituzioni che sembrano soccombere come in una desolata terra di sceriffi e indiani. Ma intanto la gente muore con un'incidenza più lenta, sì, ma numericamente maggiore di qualsiasi altro fenomeno criminale. Chi sopravvive ha però la forza di protestare. Come Raffaele Del Giudice, agguerrito operatore ecologico, nato e cresciuto ad Acerra, che non ci sta a veder morire giorno per giorno la propria terra. E come un moderno Virgilio ci accompagna in questo viaggio all'inferno tra contadini che arrivano a distruggere il raccolto di fragole perché non possono permettersi di venderlo, allevatori che piangono la morte delle loro pecore malate, bambini che giocano con le pecore agonizzanti, camorristi dai guanti bianchi che non usano più le pistole ma camion e pale meccaniche, imprenditori del centro-nord che fanno del Sud la loro pattumiera privata.
E neppure i cartelli finali che rivelano le responsabilità di Bassolino e della Sefi-Impregilo, la società che si è accaparrata la gara di appalto per la gestione dei rifiuti, riescono a rincuorare. Rimangono troppo impresse nella mente la nube tossica che scandisce il tempo al posto del sole, la familiarità con la morte dei bambini in mezzo alle carcasse, le lacrime di un pastore che non sa più dove sbattere la testa, la disperazione di un contadino che si porta da casa l'acqua per innaffiare i campi. Eppure la Jervolino dice che tanto non muore nessuno...

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