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VOGLIAMO ANCHE LE ROSE

di Alina Marazzi

Sceneggiatura: Alina Marazzi
Montaggio: Ilaria Fraioli
Musiche: Ronin
Interpreti (voci dei diari): Anita Caprioli, Teresa Saponangelo, Valentina Carnelutti
Ricerca immagini d'archivio: Riccardo Lacchè, Annamaria Licciardello
Animazione e titoli: Cristina Seresini
Produzione: MIR cinematografica con Rai Cinema, Fox Channels Italy
Distribuzione: Mikado
Nazionalità ed anno: Italia, 2007
Durata: 85'
Data di uscita: 7 marzo 2008             
Sito ufficiale

VOGLIAMO ANCHE LE ROSE
3 e mezzo

Alina Marazzi è ormai un'affermata regista italiana, che negli ultimi anni ci ha regalato opere come Un'ora sola ti vorrei o Per sempre. Di nuovo passando dal festival di Locarno e da quello di Torino, arriva nelle sale il suo nuovo film, Vogliamo anche le rose, tre straordinari ritratti femminili negli anni della contestazione. Quando ricorrono gli anni con l'8 le celebrazioni per i decennali del ‘68 e dell'omicidio Moro riempiono fino allo sfinimento il dibattito pubblico e gli scaffali di librerie/biblioteche.
Per la stragrande maggioranza, ne faremmo volentieri a meno. Invece, senza voler richiamare direttamente nessuna ricorrenza, lo sguardo di Alina Marazzi è diverso, la sua appassionata analisi si muove tra piccole storie di ragazze alle prese con problemi più o meno grandi della vita. Storie pubbliche (come le battaglie per l'aborto), storie private, insomma vita di giovani donne, in quella "prospettiva femminile" (come la chiama la stessa Marazzi) ormai propria della regista milanese.
In Vogliamo anche le rose, che è soprattutto un documentario di montaggio e smontaggio (e come è difficile fare questo tipo di film senza risultare banali), la regista ci trasporta, ci guida, ci fa immergere per miseri 85 minuti in un altro mondo. Un mondo ormai lontano per chi l'ha vissuto, ancora purtroppo quasi totalmente da scoprire nei suoi aspetti più intimi per noi che non c'eravamo. Una visione potente ed importante, forse vagamente didattica, ma non intendendo questa parola negativamente, anzi. Un film su un passato vicino e che serve anche un po' a ripensare e ripensarci. Un film insomma che, nonostante le corazzate presenti in sala in questo periodo o di imminente uscita, dovrebbe ritagliarsi un suo spazio non solo d'essai ed essere visto soprattutto dai giovani, per riscoprire squarci del nostro passato (alzi la mano, per esempio, chi sapeva che solo nel 1981 è stata abolita la legge sul diritto d'onore).
Un appunto finale sul sito del film: veramente bello, organizzato in maniera orizzontale e non come si fa di solito verticalmente, pieno di colori (molto anni '70), con una grafica accattivante e contenuti interessanti.

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