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CENERENTOLA E GLI 007 NANI
di Paul J. Bolger, Yvette Kaplan
Sceneggiatura: Robert Moreland
Fotografia: David Dulac
Montaggio: Ringo Waldenburger
Musiche: Paul Buckley
Produzione: BAF Berlin Animation Film, BFC Berliner Film Companie, Vanguard Films, Vanguard Animation
Distribuzione: DNC Entertainment
Nazionalità ed anno: USA/Germania, 2007
Durata: 87'
Data di uscita: 7 marzo 2008
Titolo originale: Happily ‘N Ever After
Sito ufficiale
Sito italiano
Soundtrack
Il mondo delle favole (dove convivono a pochi isolati di distanza i principali protagonisti anderseniani e non) è nel caos: l'equilibrio tra bene e male si è spezzato, complice lo zampino di Frida, la matrigna di Cenerentola, stanca che le cose vadano a finire sempre nello stesso modo. Toccherà alla figliastra, Ella (che sta Per Cinderella/ Cenerentola), rimettere le cose a posto con l'aiuto del lavapiatti Rick (il principe azzurro è un babbeo inaffidabile un tantino sopravvalutato dalla vulgata).
John H. Williams è uno dei produttori di Shrek, e si vede: l'operazione - che assomiglia in verità a un piatto servito freddo - ingloba o quasi l'universo panfiabesco (se così si può dire) della trilogia dedicata all'orco verde: così non solo Ella/Cenerentola, ma anche la bella addormentata, Cappuccetto rosso e i sette nani più guerrafondai che si ricordino vengono tormentati in ogni modo dalla perfida Frida (in originale doppiata da Sigourney Weaver, come Sarah Michelle Gellar presta voce a Ella; al solito, col doppiaggio italiano viene meno ciò che spesso è il principale motivo di interesse di queste produzioni). Ma, come detto o lasciato presagire, la pellicola è ben poco graffiante, logicamente priva com'è del quid inedito che ha fatto la fortuna del più illustre collega: torna anche il mostriciattolo Tremolino (in originale Rumpelstiltskin, protagonista di una favola dei fratelli Grimm poco nota in Italia) che appariva fugacemente in Shrek Terzo, e a dire il vero le gag migliori sono le sue. Per il resto niente di nuovo: l'accettazione di sé stessi(Ella va incontro a un lieto fine con Rick, constatata l'idiozia del principe) è una morale già vista e sentita, mentre le citazioni filmiche (dal Mago di Oz alla caratterizzazione di Tremolino che guarda a Marty Feldman in Frankenstein Jr.) di per sé troppo sofisticate per i bambini, rischiano di passare inosservate anche al pubblico adulto. Segno che l'operazione di dissacrazione degli archetipi classici, che tanta fortuna ha avuto negli ultimi anni, risente in questo caso di un approccio eccessivamente cerebrale.
È ora di voltar pagina: vivano per sempre come gli pare e piace.


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