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ALINA MARAZZI PRESENTA “VOGLIAMO ANCHE LE ROSE”
E' difficile capire ove finisca il fascino della bellissima autrice e regista Alina Marazzi (nella foto) ed inizi il suo talento di documentarista. Fatto sta che il suo terzo lavoro, Vogliamo anche le rose, in uscita il prossimo 7 marzo, distribuito da Mikado nei principali capoluoghi italiani, è un intelligente e sensibile sguardo sul movimento femminista in Italia. Coprodotto da Fox Channels Italy, andrà - inoltre - in onda il prossimo autunno sul canale 142 di Sky, in prima visione assoluta per il piccolo schermo.
Il film ripercorre l'evoluzione innescata, nella società italiana, dal movimento femminista tra gli anni '60 e '70. Vogliamo anche le rose (risultato significativo di tre anni di ricerche) va dritto al cuore. Dallo scottante tema dell'aborto a quello dell'emancipazione femminile, il documentario ripercorre la storia di quegli anni attraverso i diari di tre donne. In questioni così importanti come il ruolo dell'altra metà del cielo nella società, è necessario andare dritto al punto ed Alina Marazzi non esita a farlo: "L'aborto è una questione di donne ma quando una rimane incinta, c'è di mezzo un uomo. [...] Invece di dividersi tra abortisti ed antiabortisti, bisognerebbe concentrarsi sulla questione delle coppie di fatto. Mi sembra che si stia volando basso". Ed ancora: "C'è bisogno di più di una generazione per capire dove sono arrivati gli uomini e le donne del dopo '77". Ciononostante, la regista, che stigmatizza senza esitazione il grosso problema della perdita di abitudine alla discussione, "al rispetto di un sentire comune", ed ha già portato il suo documentario in visione in due scuole, non è affatto pessimista sulla ricettività dei giovani nei confronti di argomenti così importanti.
L'impressione che si è avuta, assistendo al dibattito con la stampa, svoltosi il 27 febbraio alla Casa del Cinema di Roma, è stata quella di trovarsi di fronte al lavoro di una donna consapevole e motivata. Lontana anni luce da quei meccanismi di marketing che tendono a dominare, in modo spesso totalizzante, la cinematografia italiana degli ultimi anni. A chiudere ed a confermare tale assioma, le parole dell'autrice a descrivere questo suo ultimo, interessante progetto: "Tutto nasce dall'osservazione del mio presente. Rivisitare la storia di quegli anni parte dall'esigenza di capire delle cose dell'oggi. Io sono del '64 e nel periodo che racconto nel film ero piccola, ma ho fatto in tempo a iscrivermi al liceo alla fine degli anni Settanta, così alcune atmosfere me le ricordo. Sentivo l'esigenza di realizzare questo film perché volevo capire in che modo vivo le mie relazioni oggi, da dove vengono certi miei comportamenti. [...] Nel film parlo soprattutto di tre storie private, grazie ai tre diari di altrettante donne, ma la cosa stupefacente di quegli anni è che, ad un certo punto, si scoprì che le esigenze personali, individuali, erano, in realtà, collettive, quindi sociali e politiche".


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