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IL MATTINO HA L'ORO IN BOCCA

di Francesco Patierno

Sceneggiatura: Francesco Patierno, Marco Baldini
Fotografia: Mauro Marchetti
Montaggio: Renata Salvatore
Musiche: Pivio, Aldo De Scalzi       
Scenografia: Tommaso Bordone     
Costumi: Eva Coen
Interpreti:  Elio Germano, Laura Chiatti, Martina Stella
Produzione: Marco Poccioni e Marco Valsania per Rodeo Drive Srl
Distribuzione: Medusa
Nazionalità ed anno: Italia, 2007
Durata: 100'
Data di uscita: 29 febbraio 2008
Titolo originale: id.
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IL MATTINO HA L'ORO IN BOCCA
3

Sono passati cinque anni dal suo esordio con  Pater Familias e la mano di Francesco Patierno è, oggi, più sicura e versatile. Ciò risulta evidente in questa sua terza regia, ispiratasi al libro autobiografico di Marco Baldini, Il giocatore: "L'inizio di questo romanzo, con un ragazzo condotto da due brutti ceffi davanti a una buca perché scavi da sé la propria fossa, mi ha subito folgorato, dandomi l'entusiasmo necessario e l'avvio per partire".
Nonostante il talento del regista, però, ed il buon materiale su cui lavorare, questa commedia amara non convince sino in fondo. Probabilmente perché il bravissimo Elio Germano (la cui carriera sembra, meritatamente, inarrestabile) vola "tre metri sopra tutti" e, nonostante ciò, si fatica a credere in un Baldini che parla un toscano così flebile (l'accento sembra addirittura scomparire dopo il trasferimento a Milano per lavorare in Radio DJ - A tale proposito: la scelta di Dario Vergassola per il ruolo del direttore lascia quantomeno perplessi) ed ha un fisico così esile. Ciò è, probabilmente, dovuto al fatto che si ha in mente un Marco Baldini decisamente più maturo ed in carne (tra lui e Fiorello, il tormentone del peso è ormai diventato un cult). Martina Stella, poi, nel ruolo della fidanzatina toscana, risulta quasi un personaggio di contorno e la splendida Laura Chiatti è decisamente imprigionata nella rigida forma dell'algida impiegata di bisca (compagna di Baldini nei giorni più duri) che poco le si addice, complice la sensuale immagine di lei ormai radicata nella mente del pubblico. Ciononostante, il film ci regala bei momenti ed il gioco sembra essere soltanto una delle chiavi  interpretative per coglierne le sfumature più piacevoli ed intense. Rimane il fatto che Marco Baldini ha realmente vissuto una vera e propria discesa agli inferi mentre, nella lettura che ne dà Patierno, i toni sono un po' troppo addolciti per convincere sino in fondo.
Discorso a parte meritano la bella colonna sonora, armonizzata perfettamente con i diversi passi narrativi, e l'interpretazione del bravo Carlo Monni, nei panni del padre di Baldini. Talmente verosimile, nel breve incontro milanese, da commuovere.

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