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FINE PENA MAI: LA SACRA CORONA UNITA SECONDO IL FLUID VIDEO CREW

FINE PENA MAI: LA SACRA CORONA UNITA SECONDO IL FLUID VIDEO CREW

"Non volevamo fare un gangster movie classico. In seguito, il film ha preso una direzione altra rispetto al libro." Interessante, allegra ed animata la conferenza stampa di Fine pena mai, svoltasi ieri mattina alla Casa del Cinema di Roma. Il film, che vede protagonisti Claudio Santamaria e Valentina Cervi, è il primo lungometraggio dei valenti documentaristi Davide Barletti e Lorenzo Conte (due degli esponenti del gruppo creativo noto come Fluid Video Crew).
In uscita il 29 febbraio, in 40 copie, distribuito da Mikado, quest'interessante lavoro nasce da una ricerca, durata più di tre anni, sulla vita di Antonio Perrone (da lui stesso descritta nel volume autobiografico Vista d'interni, pubblicato da Manni Editori), condannato a 49 anni di carcere per la sua appartenenza alla "Quarta mafia", più nota con il nome di Sacra corona unita. Nonostante l'innegabile durezza del tema narrato, l'atmosfera sul set - a detta di tutti i presenti - è stata piacevolissima ed estremamente allegra. Parlando di questo loro ultimo progetto (il precedente, Italian Sud-Est, uscito nel 2003, era anch'esso ambientato nel Salento), i registi hanno dichiarato:"Nel nostro lavoro precedente, parlavamo di un Salento onirico e pacificato. Ecco perchè abbiamo voluto ora descrivere com'era quella terra negli anni '80, dal punto di vista del sociale". L'idea del film è nata quattro anni fa, in seguito alla lettura del libro di Perrone ed un elemento dominante, dal punto di vista recitativo è, indubbiamente, il lavoro svolto sul dialetto salentino ("che non è il pugliese di Bari, per intenderci").
E' stato proprio il bravo Claudio Santamaria a rivelarci che, da questo punto di vista, Simone Franco (suo è il ruolo del pescatore, in una interpretazione di grande intensità drammatica), originario dei luoghi in cui il film è stato girato, ha riletto più volte l'intera sceneggiatura con gli interpreti, fornendogli in tal modo un prezioso modello da seguire. A tale proposito, Valentina Cervi ha dichiarato: "I miei zii, che vengono da Trieste, pensano che io abbia un accento romano. Per l'interpretazione sono stata molto aiutata dalle cassette con la voce registrata di Daniela, la moglie di Perrone. Non solo dal punto di vista linguistico ma anche da quello di costruzione del personaggio". In chiusura, sono emblematiche le parole di Claudio Santamaria: "ho conosciuto Perrone attraverso le fotografie, il romanzo, i racconti della moglie. Non l'ho mai incontrato. Gli ho scritto una lunga lettera che non gli ho mai dato ma il farlo mi è molto servito per lavorare sulla mia interpretazione".

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