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SUSPECT ZERO

di E. Elias Merhige

Cast: Ben Kingsley, Aaron Eckart, Carrie-Anne Moss
Nazionalità e anno: USA, 2005
Distribuzione: Sony Pictures Home Entertainment
Edizione: italiano, inglese, francese
Sottotitoli: italiano, inglese, francese, arabo
Audio: dolby-digital 5.1
Schermo: widescreen anamorfico 1.78:1
Durata: 96'
Extra: Commento del regista; Finale alternativo (1'02"); Cosa vediamo quando chiudiamo gli occhi - Filmati vari (30'58"); Esperimento di visione a distanza (10'43"); Trailer di film in DVD.
Note: Prodotto di ottimo livello. Audio con un'ottima taratura dei livelli ed una perfetta distribuzione sulle varie uscite, dove lavorano benissimo le casse retro che danno un forte ed intenso coinvolgimento allo spettatore. Un gran lavoro fatto sull'equalizzazione dei volumi fa sì che il suono sia limpido e nitido.
Ottima anche la qualità video, con colori brillanti e ben definiti per un'immagine complessiva perfetta.
Corretto il formato proposto sul DVD.
Buoni gli extra come il resto... Abbondanti ed interessati che sviscerano anche la più piccola parte del film.
Ottimo prodotto nel complesso...
Regione: 2
Sito ufficiale:
http://www.sonypictures.it/
Titolo originale: Suspect Zero

Qualità artistica: Buona
Qualità immagine: Buona
Qualità audio: Ottima
Qualità extra: Buona

3 e mezzo
SUSPECT ZERO
3 e mezzo

Ed ecco che i "non morti" tornano... E. Elias Merhige, che dopo "l'osceno" L'ombra del vampiro (che recensimmo a suo tempo con grande orrore, dove massacrava il film di Murnau e creava una pellicola che per molto tempo ancora "annebbierà" i nostri sonni tranquilli), con questo Suspect Zero (sua opera seconda che arriva a 4 anni di distanza dal primo) ci rimette in sintonia con il suo modo di fare cinema grazie ad una storia affascinante, coinvolgente, misteriosa, che trascina sino alla fine senza avere mai punti morti e cecità creative (cosa che nel suo precedente film aveva a più riprese). Fantascienza, realtà? Il film si muove su questo labile confine dove persone che possono "vedere oltre" e capire "delle cose" con una sorta di chiaroveggenza non è poi molto lontana dalla verità. Ma a noi non interessa più di tanto se sia reale o meno, ma come Merhige usa in modo sottile e raffinato questo "dono della mente" per carpire i segreti degli uomini, per identificare pericolosi serial killer che "inondano" il mondo (a vedere il film sembra che la Terra sia composta quasi completamente da pazzi, e non siamo molto lontani dalla verità!) e si muovono tra noi come "esseri normali" mentre gli "anormali" vengono visti come pericolosi e dannosi. Un gioco della parti, nella più facile delle conclusione che "l'abito non fa il monaco"... E molto spesso è così... pura e sacrosanta verità che Suspect Zero mette in mostra con qualche lacuna e tanti lati positivi che mostrano il lato oscuro dell'uomo. Un lato oscuro che si manifesta in mille modi, sia negativo che anche positivo. Non è vero che il lato oscuro sia solo una cosa negativa (come in Guerre Stellari) ma può nascondere in se anche delle verità positive del nostro essere.
Su questo insiste molto Merhige dando vita a questo thriller psicologico e d'ambientazione che trascina e coinvolge in modo molto sottile grazie alla mille sfumature e sottotrame che animano la storia sia dentro che fuori, e che spesso portano a "vedere" altri mondi, altre porzioni di vita sino a quel momento sconosciute. Una regia accorta, sensibile, avveduta insieme ad una buona recitazione danno vita ad un buon film, sottovalutato all'uscita in sala. Forse per una certa sua lentezza, per un eccessiva ridondanza a speculare e specchiarsi nel mondo della mente umana mettendo a latere l'azione. Ma questa è la caratteristica principale del film che avvolge lo spettatore addensandone la visione in un mondo pieno di nebbia e di nuvole che ristagnano prima di mostrarci il sole... e quando il sole arriva è accecante, abbagliante, tale da non farci vedere più la realtà, la verità, una dura verità difficile da accettare, ma che alla fine dobbiamo valutare e prendere come vera, perché lo è.
Un finale amaro, un finale che può non piacere, ma la vita stessa è un dubbio continuo. Quindi anche un film...

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