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L’AFRICA È VICINA

In arrivo il docu-film che racconta l'Africa di oggi Forse Dio è malato, ispirato all'omonimo libro di Walter Veltroni, per la regia di Franco Brogi Taviani.

L’AFRICA È VICINA

L'idea è nata da Grazia Volpi, produttrice del film (Ager 3). È stata lei a proporre il film a Franco Brogi Taviani, che, inizialmente, stava per rifiutare: "Ero impaurito, non mi sentivo all'altezza. Poi però è arrivato il coinvolgimento: il libro di Veltroni mi ha colpito perché non è mai indulgente. Mi sono preparato per sei mesi, ho riempito una stanza di documenti, e sono partito per i sopralluoghi...".
Il film è stato girato, in condizioni spesso di pericolo, nell'Africa della guerra, della fame, dell'AIDS e dei bambini accusati di stregoneria dalle loro stesse famiglie (nella foto, un bambino feitichero, ricoverato per le percosse subite): Mozambico, Angola, Uganda, Senegal, Camerun e Sudafrica sono le tappe del lungo viaggio. Tutti i membri della troupe sono stati vittime di rapina - perfino un furgone con l'intera attrezzatura è stato rubato - ed è anche capitato di modificare un piano di lavorazione perché mancava l'energia elettrica. La proiezione del film Miracolo a Milano, scelto dal regista, in un villaggio che non conosce il cinema, doveva essere infatti il finale, ma ne vediamo solo poche immagini, perché è saltato il gruppo elettrogeno. "Il film di De Sica è piaciuto molto, perché hanno visto dei bianchi che vivono come loro, in povertà, nelle baracche", dice Franco Brogi Taviani "ma non ho potuto usare la scena come finale. Forse è stato meglio così, perché nelle scene conclusive abbiamo parlato del dramma dell'emigrazione verso l'Europa, ed è stato importante, perché con questo film ho cercato di raccontare la vicinanza con questo mondo," conclude il regista "e io l'ho sentito molto vicino".
Elemento di unità narrativa, che addirittura sostituisce la classica voce narrante, è la musica, composta appositamente da Giuliano Taviani e Carmelo Travia, avvalendosi del contributo del musicista senegalese Badara Seck e poi cantate e reinterpretate dalla giovanissima cantante sudafricana Siya Makuzeni. "Non esiste musica triste, in questo film" spiega Giuliano Taviani "prende la distanza dalle immagini, e se ne riavvicina con la poeticità: è un contrappunto creativo rispetto alla tragedia dell'Africa, purtroppo ancora senza fine".
Un breve accenno merita, infine, il fatto che questo film sia in qualche modo vittima della par condicio. Pare infatti che alcune trasmissioni televisive non ne parlino, per evitare di fare il nome di Veltroni, sindaco uscente di Roma attualmente impegnato nella campagna elettorale come leader del PD. "Forse avrei dovuto fare un film anche su un libro scritto da Berlusconi" scherza, ma non troppo, il regista "così invece di non parlarne per niente ne parlavano due volte".
Forse Dio è malato (Istituto Luce) sarà distribuito in sei copie in città selezionate - inizialmente Roma, Bologna, Firenze, Torino, Milano e Napoli - a partire da venerdì 29 febbraio 2008.

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