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SWEENEY TODD – IL DIABOLICO BARBIERE DI FLEET STREET

di Tim Burton

Soggetto: tratto dall'omonimo musical di Stephen Sondheim e Hugh Wheeler
Sceneggiatura: John Logan - Stephen Sondheim (parole e musica)
Fotografia: Dariusz Wolski,  A.S.C.
Montaggio: Chris Lebenzon,  A.C.E.
Musiche: Stephen Sondheim (Direttore d'Orchestra: Johnathan Tunick)
Scenografia: Dante Ferretti
Costumi: Colleen Atwood
Interpreti: Johnny Depp, Helena Bonham Carter, Alan Rickman, Timothy Spall, Sacha Baron Cohen
Produzione: Warner Bros. Pictures e Dreamworks Pictures - Parkes/MacDonald - Zanuck Company
Distribuzione: Warner Bros. Pictures Italia
Nazionalità ed anno: USA, 2008
Durata: 116'
Data di uscita: 22 febbraio 2008
Titolo originale: Sweeney Todd: The Demon Barber of Fleet Street
Sito ufficiale 
Sito italiano       
Soundtrack    
Note
: Vincitore di un premio Oscar (migliori scenografie)

SWEENEY TODD – IL DIABOLICO BARBIERE DI FLEET STREET
3 e mezzo

Dopo aver trascorso - ingiustamente - quindici anni in una colonia penale australiana, il barbiere Benjamin Barker (Johnny Depp) riesce a fuggire e torna in quel "pozzo nero in cui vive la feccia dell'umanità" qual è l'oscura Londra del XIX secolo. Sotto la falsa identità di Sweeney Todd l'uomo intende vendicarsi del giudice Turpin (Alan Rickman), colui che l'ha separato dall'amata moglie Lucy (Laura Michelle Kelly) e dalla figlioletta, allora in fasce.
È un mondo senza la luce della speranza quello che ci mostra Tim Burton in Sweeney Todd - Il diabolico barbiere di Fleet Street, film tratto dall'omonimo musical di Stephen Sondheim e Hugh Wheeler e che segna la sesta - fruttuosa - collaborazione con Johnny Depp, ormai quasi un alter ego del regista. Oscurato anche nei colori, che tranne il rosso denso del sangue e l'eccezione di un flashback e di un sogno di un possibile futuro, si distinguono soltanto in gradazioni di grigio, il film ruota intorno alle ossessioni dei personaggi protagonisti, tutti in qualche misura schiavi di un sentimento senza possibilità di salvezza. Nulla può infatti l'amore - passionale, paterno, filiale o materno che sia - contro un destino disperato e implacabile, e neanche l'agnizione, altrove panacea di tutti i mali, ha qui potere salvifico. Anzi, talvolta si traduce in un atroce scherzo del destino - una sanguinolenta e macabra "Pietà" ne è il simbolo - sempre ammesso che si verifichi. L'ossessione del sentimento (amore, odio) rende ciechi i personaggi: preso dalla sete di vendetta, Sweeney Todd non vede che Mrs Lovett (Helena Bonham Carter), proprietaria della sua ex casa-bottega, lo ama - peraltro da sempre - e che questo amore forse nasconde qualcosa. Cieco come la dea della giustizia, ma non altrettanto equo, è invece il lussurioso giudice Turpin, pronto ad assecondare gli esiti processuali ai propri desideri e - perché no - anche ai propri stati d'animo. La tesi può essere estesa all'intera popolazione londinese che affolla il locale di Mrs Lovett per mangiare i suoi pasticci di carne, un tempo terribili e adesso così buoni (ma cosa ci sarà dentro?), tanto da cambiare radicalmente la situazione economica della donna. Che cieca non è, ma non riesce a vedere oltre il desiderio di realizzazione piccolo-borghese: il matrimonio, una casetta sulla spiaggia, un cielo blu sopra la testa. In netta contraddizione con il presente di decine di gole tagliate dal violento barbiere suo compare.
Tim Burton è a proprio agio, lo sappiamo, con le favole gotiche, qui si è voluto misurare con un musical "storico" e ha sicuramente vinto la sfida, anche osando un cast di cantanti non professionisti, con risultati spesso sorprendenti - il piccolo Edward Sanders, che interpreta Toby, l'aiutante di Pirelli, è semplicemente perfetto, mentre sul trasformista Sacha Baron Cohen (Pirelli) non avevamo alcun dubbio. Mettendo al centro i personaggi interpretati da Johnny Depp, Helena Bonham Carter e Edward Sanders tutti gli altri ne risentono un po' quanto a completezza, ma dipende anche dalla riduzione dal musical originale, che dura ben tre ore (mentre il film sfiora le due). In Italia forse si pagherà lo scotto della scarsa frequentazione del genere.

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