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IL VINCITORE DI BERLINO? MUSIC BOX…
Berlino chiude con un verdetto quanto mai discutibile, nel segno del presidente di giuria Costa-Gavras
Pensavamo di stare al 58. Berlin Filmfestspiel. E invece, dopo 10 giorni, ci siamo accorti di aver partecipato a un lungo omaggio a Music Box. L'indizio più sottile è arrivato dal tema delle fotografie in questo caso a condanna di alcuni soldati USA per le torture sui prigionieri di Abu Ghraib. Dovevamo capirlo subito. Ma non è bastato. Ci è voluta la presidenza di Costa-Gavras a portarci verso l'illuminazione.
Una presidenza abbastanza dispotica da imporre alla monca giuria internazionale le sue preferenze per gli orsi più preziosi: argento al sopra citato, che risponde al titolo di Standard Operating Procedure, documentario denuncia del bravo Errol Morris; oro in trasferta brasiliana all'ambiguo action movie Tropa de elite di José Padilha (nella foto), un carioca letteralmente incazzato per la licenza di uccidere della polizia speciale incaricata di pulire la malavita delle favelas di Rio. Contenuti altissimi, denuncie necessarie a cui nessuno poteva sottrarre il plauso. Tanto meno, appunto, il regista di Music Box. Ma al bel cinema, chi ha pensato? Nessuno, evidentemente. Avendo lasciato a Il petroliere (diverse spanne al di sopra dell'offerta in concorso alla Berlinale, specie del film vincitore..) il premio alla regia e alla colonna sonora del meritevole Jonny Greenwood. Passi per il premio al doc di Morris, che comunque ha un valore anche formale, ma quello a Padilha proprio non è comprensibile.
In compenso, per un contentino alla forma, qualcuno della giuria ha optato per premiare la sceneggiatura del cinese In love we trust di Wang Xiaoshuai (Le biciclette di Pechino) e di riconoscere un orsetto all'innovazione linguistica al messicano Lake Tahoe. Giusti entrambi. Ma l'omaggio a Music Box è andato oltre. Ha toccato infatti le corde del suo titolo trasformando le giornate del Filmfestspiel in Musicfestspiel: i divi, quelli veri, non provenivano dalla settima arte, ma dalla prima. The Rolling Stones, Madonna, Patti Smith, Neil Young e Eugene Hutz. La risposta a questa scelta bizzarra di Herr Dieter Kosslick la possono fornire gli amministratori delegati di L'Oreal, Volkswagen e 2DF. E grazie a loro, il signor Costa-Gavras ha potuto levarsi la soddisfazione di premiare i suoi amati film di denuncia, omaggiando(si) il Music Box. Con una sola svista: la data di tale film è il 1989, la stessa della caduta del Muro. Forse la Berlinale avrebbe potuto rimandare di un anno per festeggiare il ventennale...



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