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TUTTA LA MIA VITA IN PRIGIONE
di Marc Evans
Sceneggiatura: Marc Evans e William Francome
Fotografia: Ari Issler
Montaggio: Mags Arnold
Musiche: Robert Del Naja (Massive Attack), Neil Davidge per 100 Suns Studios - canzoni originali di Snoop Dogg e Wyclef Jean
Interpreti: William Francome, Mumia Abu-Jamal, Amy Goodman, Mos Def, Alice Walker, Angela Davis, Steve Earle, Snoop Dogg, Robert Meeropol
Produzione: Livia Giuggioli-Firth e Nick Goodwin Self, in coproduzione con Domenico Procacci
Distribuzione: Fandango
Nazionalità ed anno: USA, 2007
Durata: 94'
Data di uscita: 29 febbraio 2008
Titolo originale: In prison my Whole Life
Sito ufficiale
Sito italiano
Note: Opera adottata da Amnesty International
La notte del nove dicembre 1981 il ventisettenne afroamericano Mumia Abu Jamal, giornalista, padre di famiglia, carismatico esponente del movimento dei Black Panthers, viene arrestato in quel di Philadelphia con la pesantissima accusa di aver ucciso a colpi di pistola Daniel Faulkner, poliziotto. Bianco. In quelle stesse ore, a Londra, veniva alla luce William Francome (nella foto, con Angela Davis). Venticinque anni dopo, mentre Mumia si prepara a ricorrere ancora una volta in appello, William riflette su un dato: l'uomo ha trascorso in carcere un periodo di tempo pari alla propria intera vita.
Prodotto (produttore esecutivo) dalla star hollywoodiana Colin Firth, da sua moglie (Livia Giuggioli-Firth) e co-prodotto anche dall'italiano Domenico Procacci, In Prison my whole Life è il racconto di un viaggio - per troppi versi allucinante - nei torbidi meandri della giustizia statunitense affrontato dal venticinquenne William, un ragazzo con una spiccata coscienza politica e la consapevolezza di essere un privilegiato anche soltanto per non avere trascorso due decenni e mezzo in una cella due metri per tre. In questo lungo periodo in molti hanno fatto sentire la propria voce, certi dell'innocenza di Mumia - la cui condanna a morte risale al luglio del 1982 - e delle moltissime irregolarità verificatesi durante il processo, su cui pende forte il sospetto di pregiudizio razziale di giudice, giuria e testimoni dell'omicidio. La voce più forte, finché gli è stato consentito, è stata proprio quella di Mumia, voice of the voiceless, che dal carcere ha scritto libri, partecipato a innumerevoli trasmissioni radiofoniche, rilasciato interviste e posato per svariati servizi fotografici. Dal 1995, con una legge definita "Mumia's law" tutto questo gli è impedito, e l'ormai ultracinquantenne giornalista sfrutta i quindici minuti settimanali consentitigli per telefonare alla famiglia per far sentire ancora la propria voce in radio.
Interventi eccellenti, fra i tanti, di Noam Chomsky, Alice Walker (premio Pulitzer nel 1983 per Il colore viola), Angela Davis, Steve Earle, Snoop Dogg.


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