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L’INNOCENZA DEL PECCATO

di Claude Chabrol

Sceneggiatura: Claude Chabrol, Cécile Maistre-
Fotografia: Eduardo Serra     
Montaggio: Monique Fardoulis     
Musiche: Matthieu Chabrol    
Scenografia: Françoise Benoĭt-Fresco       
Costumi: Mic Cheminal
Interpreti: Ludivine Sagnier, Benoît Magimel, François Berléand, Mathilda May  
Produzione: Alicéléo, Rhône-Alpes Cinéma, France 2 Cinéma, Integral Film, Canal+, Ciné Cinémas
Distribuzione: Mikado
Nazionalità ed anno: Francia, 2007
Durata: 115'
Data di uscita: 8 febbraio 2008
Titolo originale: La fille coupée en deux
Sito ufficiale
Sito italiano

L’INNOCENZA DEL PECCATO
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Traduzione italiana fuorviante per l'ultimo parto del maestro Chabrol, presentato fuori concorso alla 64a Mostra del Cinema di Venezia. Non si tratta, infatti, di una storia di seduzione alla Lolita, come titolo e locandina potrebbero suggerire quanto, piuttosto, della dolorosa vicenda di un'affascinante giovane  fanciulla che - tra una diretta del meteo e l'altra - si barcamena tra l'amore sofferto, parzialmente ricambiato, per un maturo ed affascinante scrittore e l'attrazione superficiale e materialista per un giovane (decisamente ricco) tombeur de femmes.
La suddetta giovane donna (interpretata dalla deliziosa Ludivine Sagnier - il pubblico italiano la ricorderà in Otto donne e un mistero) è, quindi, come nel titolo originale, divisa in due. Il suo cuore, infatti, oscilla dolorosamente tra i due uomini sino al tragico epilogo risolutore. Il tutto passando attraverso una progressiva discesa agli inferi che ricorda molto il bellissimo Secretary.  Ma l'autentica conferma di un talento fuori del comune, in questa storia d'amore tinta di morte (le due facce della stessa medaglia, come insegna il mito greco), è il 34enne Jude Law di Francia: Benoît Magimel. L'attore feticcio di Chabrol (lo avete già ammirato ne Il fiore del male e La damigella d'onore), sarà prossimamente sul grande schermo con ben quattro progetti, tra i quali merita di essere citato La possibilità di un'isola, dall'omonimo romanzo di Michel Houellebecq, pellicola da lui stesso sceneggiata e diretta.
Qualche riserva per l'escamotage della prestidigitazione sul palcoscenico che spiega visivamente il titolo (la scena ricorda un pò le atmosfere di Scoop); e, sicuramente, una quindicina di minuti in meno, avrebbero garantito al film maggior ritmo ed originalità. Ciò non toglie che si tratti di grande cinema d'autore, diretto con quel geniale, talentuoso sguardo che ci accompagna, ormai, da tanti anni (il grandissimo Chabrol, lo ricordiamo, compirà ottant'anni nel 2010).

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