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LE USCITE DELLA SETTIMANA – 8 FEBBRAIO 2008
La Warner gioca la carta Asterix alle olimpiadi: la saga del guerriero gallo che ora e sempre resiste all'invasore (romano) continua e sembra prender forza capitolo dopo capitolo; se al posto di Chabat (subentrato a suo tempo a Zidi) siede in cabina di regia il duo Forestier/Langmann, Christian Clavier ha passato il testimone a Clovis Cornillac; Depardieu invece perdura (contento lui) a indossare i panni a righe verticali di Obelix. Cesare, d'altronde, è Alain Delon. Per il resto, parata di comparsate illustri (da Zidane a Schumacher, passando per l'idolo di casa Amelie Mauresmo). C'è posto pure per il duo nostrano Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu, e per l'autore/attore Benoit Poelvoorde che nel 1992 sconvolse qualcuno con Il cameraman e l'assassino ma ora, più semplicemente, è Bruto.
01 risponde con Nanni Moretti e Caos calmo, trasposizione filmica di Antonello Grimaldi del romanzo premio Strega di Sandro Veronesi; il che premette finalmente di calare il sipario sull'altro caos, quello mediatico e un po' pretestuoso innescato dalla scena di sesso tra Moretti e la Ferrari. Il film è in concorso al 58. Festival di Berlino, dove sarà proiettato il 13 febbraio.
Un ritorno alla regia, quello di Mike Nichols, di tutto rispetto: il regista de Il laureato propone La guerra di Charlie Wilson (Universal), incentrato sul conflitto in Afghanistan negli anni '80 con inusuali tocchi da commedia. Un film teso a scandagliare l'origine di problematiche più che mai vive e attuali, come il cinema americano sta facendo con sempre più insistenza (ne riparleremo tra due settimane, con il nuovo film dei Coen). Cast stellare: Tom Hanks, Julia Roberts e Philip Seymour. Hoffman, la cui prova è già valsa all'attore una nomination ai prossimi Oscar.
È la volta di 30 giorni di buio (Medusa), horror a tinte forti con Josh Hartnett alle prese contro feroci vampiri nel paesino più a nord degli Stati Uniti, dove una notte può durare anche un mese. Niente vampiri ma aspiranti attori in territorio labronico (leggi Livorno) dove è ambientato Non c'è più niente da fare (Eagle), opera prima di Emanuele Barresi con Rocco Papaleo, Alba Rohrwacher e Paolo Ruffini.
A chiudere le uscite ci pensa il maestro Claude Chabrol. Il suo La Fille Coupée en Deux, ammirato fuori concorso a Venezia, è diventato L'innocenza del peccato (Mikado); titolo fuorviante, ma il film è di quelli da vedere. Come (anche) Ludivine Sagnier, giovane fiore conteso da Benoît Magimel e François Berléand.


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