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TUTTI I MIEI AMORI

Silvio Muccino esordisce alla regia con Parlami d'amore, un film che "parla a tutti". Nel cast Carolina Crescentini e Aitana Sánchez-Gijón.

TUTTI I MIEI AMORI

Non un film soltanto per adolescenti. E neanche un film d'amore e basta. Silvio Muccino vuole "spiazzare il pubblico" con un film in cui racconta l'amore "come pretesto", dove trova spazio anche "la paura, il passato, i sensi di colpa". Per comunicare la sua "voglia di vivere, di buttarsi, di superare le barriere". Per parlare di tutti i suoi amori. E molto altro ancora. "Ci ho messo tutto me stesso. Forse troppo...", dice.
Emozionato lo è senz'altro: "Sono due anni che aspetto questa giornata, che mi preparo per questo momento". Forse è per l'emozione che non ha rivisto il film in sala con i giornalisti, stamattina. La stampa, presente in massa all'anteprima romana del cinema Warner Moderno, s'è lasciata sfuggire più di qualche borbottio quando è comparso sul grande schermo il riconoscimento ministeriale dell'interesse culturale del film, all'inizio. Più in là, col procedere degli avvenimenti, s'è avvertita anche qualche risatina.
Protagonista della pellicola è il venticinquenne Sasha, interpretato dallo stesso regista (nella foto, con Aitana Sánchez-Gijón e Geraldine Chaplin), che dopo un'infanzia e un'adolescenza difficile si trova alle prese per la prima volta con l'amore, con la morte, con la vita. Sasha ama praticamente da sempre la coetanea Benedetta (Carolina Crescentini), e per conquistarla si fa dare lezioni di seduzione da Nicole (Aitana Sánchez-Gijón), che di anno ne ha qualcuno in più. Ma non è per niente facile, perché, spiega Muccino, "l'amore non è semplice. È un animale che ti obbliga a guardarti allo specchio e a tirar giù ogni protezione. Buttarsi in una storia d'amore non è facile". Neanche Nicole è esente dalle conseguenze del loro incontro, che la fa "uscire dall'universo di certezze in cui vive".
Il film è tratto dall'omonimo romanzo (scritto da Silvio Muccino e Carla Vangelista) pubblicato da Rizzoli nel 2006 che ha già venduto 400.000 copie; siamo dalle parti del successo annunciato. Rispetto al romanzo si è accorciata la differenza d'età tra i due protagonisti (la Nicole cartacea ha cinquant'anni), perché "l'età dei personaggi è importante ma secondaria rispetto alla storia d'amore. Nicole fugge perché ha paura d'amare", spiega il regista.
Ma in Parlami d'amore trova posto anche l'amore di Silvio Muccino per il cinema. Numerose sono infatti le citazioni (Bertolucci, Godard e molto altro cinema francese della gloriosa Nouvelle Vague) con cui il giovane regista ha voluto omaggiare i suoi idoli e ispiratori. In una scena Sasha è pestato a sangue davanti al muro dove fu il Trintignant de Il conformista, in un'altra un dialogo su un ponte è ispirato a Fino all'ultimo respiro, di cui, dice il regista, "ho voluto riprendere quell'intimità di due persone viste di schiena". In un'altra scena, più chiaramente, Sasha e Nicole sono in un cinema a vedere L'Atalante  di Vigo. "Ho imparato l'amore dai film", confessa Muccino.
Parlami d'amore (01 distribution) sarà nelle nostre sale da giovedì 14 febbraio con "ben più" di 500 copie.

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