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NANNI MORETTI E ISABELLA FERRARI ALLE PRESE COL CAOS CALMO

Il nuovo film di Antonello Grimaldi, tratto dall'omonimo romanzo di Sandro Veronesi, nell'occhio del ciclone mediatico a causa di una scena "esplicita" tra due protagonisti d'eccezione: Isabella Ferrari e Nanni Moretti (01  Distribution, al cinema dall'8 febbraio)

NANNI MORETTI E ISABELLA FERRARI ALLE PRESE COL CAOS CALMO

Sono una quindicina, tra cast tecnico e artistico, i partecipanti all'attesa conferenza stampa di presentazione di Caos calmo. Prodotto dalla Fandango di Domenico Procacci, che annuncia la sostanziosa uscita in 300 sale italiane via 01 Distribution, l'adattamento cinematografico dell'omonimo libro di Sandro Veronesi ha attirato su di sé un'insolita attenzione: i media italiani, già di solito morbosamente voyeur, da giorni scalpitano all'idea di un annunciato scandalo (scandalo?).
La famigerata scena di effusioni bollenti tra l'altrove compassato Moretti e la sempre meno compassata Ferrari vede qui i due scambiarsi battute pro forma: "Io non ricordo nulla, atteniamoci alla versione di Isabella", commenta ammiccando l'attore. "Non che me ne vergogni, ma basta parlarne: non banalizziamo il film riducendolo a questo, vorrei anzi prendere le distanze da tutto il polverone che si è sollevato in questi giorni", ribatte la bella, dopo settimane trascorse a informare rotocalchi e TV del quantitativo d'alcool necessario a lei e al collega per raggiungere il giusto livello di disinibizione. Ma tant'è. Antonello Grimaldi, dietro la cinepresa, ricorda ciò che conta davvero: "La vera scommessa è stata girare un film che per due terzi si svolge nella stessa piazza in cui il protagonista Pietro Paladini  tenta di elaborare il suo lutto latente. Solo la grande interpretazione di questo cast straordinario ha permesso alla storia di svilupparsi senza tradirne lo spirito". Il nutrito ensemble in cui hanno trovato posto Valeria Golino, Alessandro Gassman, Hippolyte Girardot, Silvio Orlando, Kasia Smutniak - e persino Roman Polanski in cammeo - è vanto ed orgoglio di una produzione "attenta al dettaglio, ad affidare anche i più piccoli ruoli ad attori validissimi e molto intensi". Lo stesso Sandro Veronesi, che non ha partecipato alla stesura della sceneggiatura, conferma: "Grazie all'arma della semplicità, si è tratto dal mio romanzo tanto cinema che non avrei mai immaginato".
Quanto alla genesi del progetto, lo stesso Nanni Moretti ricorda: "Già nel leggere il libro ho subito pensato a me come attore in un'eventuale trasposizione cinematografica. Ho trovato estremamente affascinante l'interpretazione di un uomo intento a restituire un ordine puramente esteriore alla sua vita, dopo che è andata in frantumi". Alle accuse di morettizzazione del protagonista, Nanni sdrammatizza: "Esiste la mia persona, esistono film di vent'anni fa, esiste il personaggio Pietro: non so cosa significhi morettiano di preciso. Ma niente di buono, suppongo". Per poi aggiungere, punzecchiato in merito alla crisi di governo: "Come potenziale regista di un prossimo film, e non come cittadino, di fronte al mio sentire e alla fase che sta attraversando il nostro Paese, sono proprio alla ricerca di una panchina su cui dedicarmi a far chiarezza nei pensieri e poter raccontare tutto questo". Tutto è a posto e niente in ordine, insomma.

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