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CLOVERFIELD

di Matt Reeves

Sceneggiatura: Drew Goddard
Fotografia: Michael Bonvillain
Montaggio: Kevin Stitt
Musiche: Michael Giacchino
Scenografia: Martin Whist
Costumi: Ellen Mirojnic
Interpreti: Lizzy Caplan, Jessica Lucas, Michael Stahl-David, Mike Vogel, Odette Yustman, T.J.Miller, Margot Farley
Produzione: Bad Robot
Distribuzione: Universal Pictures
Nazionalità ed anno: USA, 2008
Durata: 87'
Data di uscita: 1 febbraio 2008
Titolo originale: id.
Sito ufficiale       
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CLOVERFIELD
2

La situazione è una delle più incredibili che possano capitare, il mezzo espressivo con la quale ci viene offerta, mediata, è il più banale che si possa trovare. È su questo assunto (e su poco altro), che si fonda Cloverfield, film a sfondo catastrofico di Matt Reeves, che osa riproporre per la prima volta dopo l'11 settembre immagini di una ipotetica distruzione di New York. Preceduto da una delle campagne pubblicitarie più sapienti degli ultimi tempi, Cloverfield è destinato a deludere le attese. Girato con la stessa tecnica usata per The Blair witch project, fotografa le peripezie di un gruppo di ragazzi in fuga in una New York attaccata da un mostro ancestrale.
Toglietevi dalla testa i comunicati stampa delle fughe per terrore dalle sale cinematografiche, eventuali misteri celati dietro all'assenza di materiale ufficiale della Paramount. Il marketing, per Cloverfield, è tutto. Perfino l'immagine della Statua della Libertà decapitata, che campeggia sulla locandina del film, non appare mai nel girato.
Reeves, guidato dalla sapiente mano di Abrams, costruisce un onestissimo action movie a sfondo catastrofico, ricco di citazioni colte (si va da Alien a Zombi di Romero), ma soprattutto estremamente commestibile per un pubblico in cerca di un po' di adrenalina. Inevitabile che il battage mediatico gonfiasse l'attesa, altrettanto inevitabile che in qualche modo questa fosse delusa.
Interessante rimane il modo di raffigurazione, il significante filmico. La scelta della ripresa amatoriale, di un lunghissimo "filmino" fatto in casa, i cui stacchi non hanno soluzione di continuità, è contaminata e contamina un immaginario collettivo profondamente segnato dall'11 settembre. La tragedia ormai è fatta in casa, è documentata da supporti non convenzionali, che arrivano laddove il cineasta, il cineoperatore, non arriverà mai. La curiosità morbosa che rende quotidiano, immediatamente fruibile, anche il rapporto, la circostanza più distante. Significativo, a questo proposito, la ripresa della testa mozzata della Statua della Libertà che, divelta e adagiata su un fianco in mezzo a una strada, diventa, pur con la tempesta montante tutt'intorno, oggetto di culto, simulacro davanti al quale fermarsi, da immortalare. Spunti interessantissimi, contenuti in un film dal buon ritmo, che paga (a livello di appeal, non di certo di botteghino) l'esagerato, geniale battage mediatico da cui è stato preceduto.
Ma che, evidentemente, ha dato i suoi ottimi frutti se, sulla voce di Wikipedia dedicata al film, sii trovano notazioni del genere: "Il film è uscito negli Stati Uniti il 18 gennaio 2008, pochi giorni prima dell'uscita della quarta stagione di Lost, diretta dallo stesso J.J.Abrams. La data d'uscita, ovvero 18-01-08, equivale a 108, espresso due volte, risultante dalla somma 4-8-15-16-23-42, i numeri dell'Equazione di Valenzetti, molto presente in Lost".
Genialità di Abrams, o eccessi di divismo dietrologico? Ai posteri...

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