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TIM BURTON INFIAMMA L’AUDITORIUM
Il regista californiano parla del suo cinema e presenta in anteprima alcune sequenze del suo Sweeney Todd
E' stata un'autentica ovazione quella che ha accolto ieri sera Tim Burton all'Auditorium di Roma, testimonianza dell'affetto riservato al cinquantenne regista californiano. Per il primo appuntamento 2008 di Viaggio nel Cinema Americano, gli incontri organizzati da Extra-Festa del Cinema di Roma e Studio Universal, è stato scelto un personaggio surreale e fuori dagli schemi che non poteva non far registrare il tutto esaurito (i biglietti erano già terminati da più di una settimana..).
In realtà nonostante l'emozione palpabile, l'incontro con uno dei miti dark del cinema (una notevole parte del pubblico era vestita stile Jack Skellington di Nightmare Before Christmas e ci sono state anche dichiarazioni d'amore da parte di ragazzine deliranti) non è stata proprio all'altezza delle aspettative: Burton era molto timido ed imbarazzato sia per le domande dei moderatori Mario Sesti e Antonio Monda che degli spettatori. Tra una sequenza e l'altra dei suoi capolavori Burton ha ricordato la sua passione giovanile per i B-Movies horror, o meglio fantastici, il suo amore per i mostri, individui sensibili ma incompresi a causa del loro aspetto esteriore (Edward Scissorhands), la sua amicizia con l'attore feticcio Johnny Depp (‘andiamo d'accordo perché è pazzo come me'), il labile equilibrio tra successo e fallimento (analizzato in Ed Wood), la confusione politica USA esplorata in Mars Attacks! (‘mi sentivo un marziano'), la doppia personalità di Batman (‘era una persona sofferente). Un breve accenno al cinema italiano contemporaneo: ‘mi sembra che da un po' di tempo se ne ricominci a parlare, so che c'è un nuovo fermento'. Ne è emerso un personaggio sicuramente bifronte: enfant prodige dell'animazione (ha iniziato a lavorare giovanissimo come disegnatore per la Disney) e regista di grido prodotto dai più grandi studios, non ha risparmiato battute al vetriolo sulla logica dell'industria cinematografica USA, di cui si sente un po' prigioniero (‘non mi hanno permesso di girare il 3° sequel di Batman perché i miei film erano troppo dark per i giganti del fast-food'). Burton non ha voluto sbottonarsi riguardo al prossimo progetto in cantiere (Alice in Wonderland): ‘sono scaramantico, non dico nulla, già in passato gli Studios hanno bloccato dei progetti su cui avevo già iniziato a lavorare'. Emozionante l'anteprima delle immagini dark (tra Sleepy Hollow e La sposa cadavere) di Sweeney Todd, il musical in uscita sui nostri schermi a febbraio (è un titolo Warner), che ha portato per la prima volta sullo schermo il successo di Broadway di Stephen Sondheim, di cui ha festeggiato le tre nomination all'Oscar: tra queste, quella per l'italiano Dante Ferretti (‘è da tempo che volevo lavorarci, l'ho conosciuto e apprezzato grazie ai film di Fellini'). ‘Ma il regista italiano che ho amato di più è stato Mario Bava'. Ed è stato il delirio.



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