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GLI ARCANGELI
di Simone Scafidi
Sceneggiatura: Simone Scafidi, Andrea Riva
Fotografia: Fabrizio Bracci
Montaggio: Simone Scafidi, Antonio Morabito
Musiche: Beat Records
Scenografia: Marianna Mandirola
Interpreti: Andrea Riva, Francesca Inaudi, Franco Branciaroli
Produzione: (dis)ORDET associazione cinematografica
Distribuzione: Indipendente
Nazionalità ed anno: Italia 2007
Durata: 87'
Data di uscita: 18 Gennaio 2008
Sito ufficiale
Dopo la presentazione al Milano International Film Festival del 2007, arriva in sala, o meglio in poche ricercatissime sale, Gli Arcangeli, di Simone Scafidi. È la storia di Christian, prima bambino, quando durante il suo battesimo vede Cristo che sgorga sangue e sperma, e da giovane universitario, con la sua vita dissoluta a base di sesso e droga. Poi, la sua vita ha una svolta, forse ampiamente predetta dal battesimo, e la crisi mistico - teologica si impossessa del giovane protagonista, in un crescendo di ulteriori eccessi di vario genere fino alla crocifissione.
Girato con pochissimi mezzi, con un'avventura produttiva alle spalle lunga e tortuosa, non è un film certo che manca di idee. Anzi. Il problema forse è che sono troppe, e faticano ad incanalarsi verso una qualche direzione. Non che i film debbano avere necessariamente un significato o un messaggio, tutt'altro, ma il rischio di perdersi nella confusione filosofica e teologica del film è forte, specialmente nella seconda parte. Del resto, trattare tematiche cristologiche è davvero difficile, soprattutto se si vuole evitare le banalità. Il problema principale è forse la difficoltà nell'esprimere i concetti che si vuole comunicare (o comunque suscitare nello spettatore): le parole gettate sullo schermo, i dialoghi forzati, sono un limite grosso di questo film, che se avesse lasciato parlare i luoghi, le cose, i dipinti invece che gli attori avrebbe di certo guadagnato.
Con questo non si vuol dire che gli interpreti non siano bravi, tutt'altro. La Inaudi non è più una sorpresa, ma anche il protagonista, Andrea Riva (premiato come miglior attore al MIFF) è molto bravo, e funziona anche l'ottimo Franco Branciaroli nel ruolo di padre Siro.
Purtroppo, il film è un'opera troppo personale. Non mancano certo, oltre ai buoni propositi, alcune scene interessanti. Ma l'atmosfera che si vuole creare, probabilmente ben chiara al regista e sceneggiatore, non lo è altrettanto per lo spettatore, confuso da continue interruzioni della musica, schermi improvvisamente bianchi a simboleggiare un altrove paradisiaco e non, dialoghi alquanto dubbi e riferimenti alti (forse non voluti, ma comunque presenti, come Pasolini e Kubrick).
Rimane il dato che questo film è un punto di vista, condivisibile o meno: un film che esprime un certo linguaggio, diverso da quello corrente. Bisognerebbe discuterne, prenderne le distanze magari, come chi scrive fa, ma comunque avere la possibilità di vederlo. Invece il film ha una distribuzione clandestina, a Roma in qualche saletta dispersa, a Tortona in un multisala, e in pochi altri cinema. Peccato.


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